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Olbia

Olbiese morto in Liguria autista patteggia due anni

Olbiese morto in Liguria autista patteggia due anni

Chiuso il processo per l’incidente stradale costato la vita a Giampaolo Careddu Era il figlio del maresciallo dei carabinieri che aveva ispirato i racconti di Soldati

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OLBIA. Ha patteggiato la pena di due anni di reclusione l’autista del camion che nel dicembre di due anni fa sull’autostrada A12 verso Genova, poco prima del casello di Sestri Levante, aveva causato l’incidente in cui aveva perso la vita Giampaolo Careddu, ingegnere dell’Enel di 48 anni, origini olbiesi. Il processo per omicidio colposo si è chiuso nei giorni scorsi in tribunale, a Genova: al conducente del pesante automezzo – un autista straniero – è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Per lui il tribunale ha anche disposto la sospensione della patente di guida per due anni (uno di fatto già scontato). La vicenda giudiziaria non è comunque ancora conclusa. La famiglia Careddu (assistita dall’avvocato Alessandro Monti Bragadin, di Genova), infatti, non si è costituita parte civile al processo penale, ma ha intentato una autonoma causa per il risarcimento dei danni davanti al tribunale civile. La causa è ancora in corso.

A Olbia Giampaolo Careddu non aveva mai vissuto, ma la sua famiglia è molto conosciuta e stimata. Legami forti, fortissimi. Per questo la notizia dell’incidente, quasi due anni fa, aveva destato clamore e sconvolto gli olbiesi. L’ingegnere morto nell’incidente, infatti, era il figlio del maresciallo dei carabinieri in pensione Salvatore Careddu, l’uomo che aveva ispirato i celebri racconti di Mario Soldati, un classico della letteratura italiana. Lo zio di Giampaolo, Giulio Careddu, è stato sindaco dal 1994 al 1995. Un altro suo zio, Paolino, è stato invece una delle storiche bandiere dell’Olbia calcio. Giampaolo però era nato a Sestri Levante e viveva e lavorava a Genova, a Olbia semmai veniva in vacanza, a trovare gli zii e i cugini. Ha lasciato la moglie e due figli che frequentano le scuole.

L’incidente era accaduto il pomeriggio dell’11 dicembre 2019. La Fiat Panda dell’Enel con a bordo Giampaolo Careddu e un collega, che era alla guida, stava percorrendo l’autostrada A12. Nei pressi di Sestri Levante un improvviso e violento tamponamento con una grossa betoniera. Probabilmente la conseguenza di una coda lunga alcuni chilometri causata da un altro incidente avvenuto sulla stessa corsia. Inutili i soccorsi: per Careddu, che aveva riportato gravi lesioni interne, lo scontro era stato fatale. La dinamica dell’incidente non era apparsa da subito chiara e il magistrato titolare dell’inchiesta aveva disposto l’autopsia. Il processo per omicidio colposo ha poi chiuso la partita con il patteggiamento della pena da parte dell’autista del pesante automezzo. Ancora aperta, invece, resta quella del risarcimento dei danni per il quale la famiglia di Giampaolo Careddu (e anche il collega che guidava l’auto sulla quale viaggiava l’ingegnere dell’Enel) si sono rivolti al giudice civile.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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