La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, chiusa la casa famiglia: via i 15 lavoratori

La protesta davanti alla casa famiglia
◗
La protesta davanti alla casa famiglia

Trasferiti i pazienti. Manifestazione di protesta nella struttura di via Tre Venezie

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Prima il trasferimento dei pazienti da Olbia a Sassari, uno dopo l’altro, ora la chiusura effettiva della casa famiglia per pazienti psichiatrici con i lavoratori per strada. Ieri mattina uno striscione è comparso in una parete della struttura di via Tre Venezie e i dipendenti hanno organizzato un sit in di protesta. «Mercoledì sera alle 21 abbiamo ricevuto la comunicazione che il servizio era stato sospeso per motivi di sicurezza e di conseguenza anche i nostri contratti – spiega il portavoce dei 15 lavoratori Giovanni Muretti –. Siamo in quindici che lavoriamo in questa struttura chi da 20, chi da 15, chi da 6 anni, altri sono stati assunti recentemente. Ma oltre ai nostri posti di lavoro la chiusura priva il territorio di un servizio importante». «La casa famiglia – aggiunge – esiste dal 1998, presta assistenza a otto pazienti psichiatrici acuti che sono stati trasferiti altrove, alleggerisce le famiglie e ha una funzione sociale: abbiamo messo in piedi progetti di inclusione sociale con l’istituto agrario e l’artistico. Iniziative che sono state apprezzate perché hanno dimostrato come anche le persone con sofferenze mentali possono avere rapporti con l’esterno e fare determinate attività».

Muretti solleva poi un problema di gestione del servizio da parte della coop sociale Codess che ha vinto l’appalto dell’Ats: «Segue una politica di bassi solari e alte quote sociali che non rende competitivo il servizio. Una politica che va necessariamente rivista». Il portavoce dei lavoratori ricorda poi come i motivi di sicurezza che ufficialmente giustificano la chiusura sarebbero un po’ dubbi: «La casa famiglia al momento ha cinque infermieri su sei, 5 Oss, un coordinatore, un educatore per assistere otto pazienti. Ci sono le condizioni perché tutto funzioni alla perfezione anche perché in altre strutture come la nostra non c’è tutto questo personale ma restano aperte. Una scelta che non comprendiamo e che subiamo nell’indifferenza generale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative