«Chiediamo medici senza avere risposte Cagliari faccia di più»
OLBIA. «La Regione non solo poteva ma doveva e deve fare di più per la sanità gallurese – sono le parole del sindaco uscente ricandidato per il Centrodestra, Settimo Nizzi –. Noi siamo stanchi di...
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OLBIA. «La Regione non solo poteva ma doveva e deve fare di più per la sanità gallurese – sono le parole del sindaco uscente ricandidato per il Centrodestra, Settimo Nizzi –. Noi siamo stanchi di incontrare continuamente assessori, amministratori, commissari e dirgli che non abbiamo medici. Ci rispondono: «Ve li mandiamo». «Non abbiamo infermieri». «Ve li mandiamo». Non abbiamo assistenza tecnica, ci mancano determinate specializzazioni. Un paziente per un corpo estraneo nell’occhio non può essere curato a Olbia, ma deve andare a Ozieri o Sassari. Non mi sembra logico. Manca l’otorino, il dermatologo, tante specialità, Per fortuna ci è venuto incontro il Mater Olbia che ha salvato un pochino la sanità olbiese e gallurese, altrimenti saremmo stati messi anche peggio».
Nizzi non nega che la situazione della sanità olbiese sia complessa. I problemi di organico, prima quasi esclusivi delle piccole strutture periferie, hanno contagiato anche il Giovanni Paolo II. E al momento la cura è stata solo di promesse. E questo nonostante l’amministrazione Nizzi abbia contribuito a far eleggere la giunta Solinas e in maggioranza ci siano quattro rappresentanti del territorio. «I nostri specialisti non riescono a operare perché mancano gli anestesisti – aggiunge Nizzi –. Ci hanno promesso centomila volte di darci uomini e mezzi, non li trovavano. C’è stato anche un po’ di ritardo nell’assumere responsabilità e a invogliare questi specialisti a venire a lavorare a Olbia. Ce ne sarebbero stati molti di più, sarebbero venuto volentieri a lavorare da noi. Ma lo stato dell’arte è questo: gravi difficoltà in termini di uomini, mezzi e servizi». Il sindaco ricorda le emergenze degli ultimi mesi. Quella del centro di riabilitazione Fkt al quale non è stata concessa la rimodulazione dei servizi e 70 famiglie con parenti con disabilità si sono trovate senza servizio. Si è poi aggiunta la chiusura della Casa famiglia di via Tre Venezie. 15 lavoratori sono stati mandati a casa e otto pazienti olbiesi trasferiti in altre strutture. «Sia che per l’Fkt che per la Casa famiglia mi sono subito attivato parlando con l’assessore Nieddu – prosegue il sindaco –. Per l’Fkt avevo fatto una lettera specifica al presidente della Regione che si è impegnato a risolvere il problema. Ci è stato assicurato che stanno rivalutando la possibilità di un adeguamento del servizio. Sono fiducioso che l’impegno assunto sia portato avanti. Stessa cosa vale per la Casa Famiglia. Stiamo aspettando che il direttore della struttura consegni dei documenti che gli sono stati chiesti per rimettere a posto le cose. Credo che la soluzione del problema sia una questione di giorni».(se.lu.)
Nizzi non nega che la situazione della sanità olbiese sia complessa. I problemi di organico, prima quasi esclusivi delle piccole strutture periferie, hanno contagiato anche il Giovanni Paolo II. E al momento la cura è stata solo di promesse. E questo nonostante l’amministrazione Nizzi abbia contribuito a far eleggere la giunta Solinas e in maggioranza ci siano quattro rappresentanti del territorio. «I nostri specialisti non riescono a operare perché mancano gli anestesisti – aggiunge Nizzi –. Ci hanno promesso centomila volte di darci uomini e mezzi, non li trovavano. C’è stato anche un po’ di ritardo nell’assumere responsabilità e a invogliare questi specialisti a venire a lavorare a Olbia. Ce ne sarebbero stati molti di più, sarebbero venuto volentieri a lavorare da noi. Ma lo stato dell’arte è questo: gravi difficoltà in termini di uomini, mezzi e servizi». Il sindaco ricorda le emergenze degli ultimi mesi. Quella del centro di riabilitazione Fkt al quale non è stata concessa la rimodulazione dei servizi e 70 famiglie con parenti con disabilità si sono trovate senza servizio. Si è poi aggiunta la chiusura della Casa famiglia di via Tre Venezie. 15 lavoratori sono stati mandati a casa e otto pazienti olbiesi trasferiti in altre strutture. «Sia che per l’Fkt che per la Casa famiglia mi sono subito attivato parlando con l’assessore Nieddu – prosegue il sindaco –. Per l’Fkt avevo fatto una lettera specifica al presidente della Regione che si è impegnato a risolvere il problema. Ci è stato assicurato che stanno rivalutando la possibilità di un adeguamento del servizio. Sono fiducioso che l’impegno assunto sia portato avanti. Stessa cosa vale per la Casa Famiglia. Stiamo aspettando che il direttore della struttura consegni dei documenti che gli sono stati chiesti per rimettere a posto le cose. Credo che la soluzione del problema sia una questione di giorni».(se.lu.)
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