Furto di champagne al Billionaire: in aula l’ex amministratore
PORTO CERVO. La refurtiva che i dipendenti infedeli avevano portato via dai magazzini del Billionaire nel 2013 era di notevole valore, a cominciare dalla bottiglia del Dom Pérignon per proseguire con...
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PORTO CERVO. La refurtiva che i dipendenti infedeli avevano portato via dai magazzini del Billionaire nel 2013 era di notevole valore, a cominciare dalla bottiglia del Dom Pérignon per proseguire con quelle di Cristal. Champagne consumato a fiumi nel prestigioso locale di Briatore. Forse convinti che qualche bottiglia in meno nelle scorte del magazzino non avrebbe dato nell’occhio, tre dipendenti avevano messo in atto il colpo. Ma erano stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche attivate in merito a un’altra vicenda (la rapina all’allora amministratore del Billionaire, Paolo Azara).
Gli investigatori erano così risaliti a quelli che ritengono essere i responsabili del furto di champagne messo a segno al Billionaire ormai otto anni fa.
Ieri nel tribunale di Tempio è proseguito il processo nei confronti di Michele Di Natale, uno dei tre imputati con l’accusa di furto aggravato in concorso (la posizione degli altri due era già stata definita: uno col patteggiamento, l’altro, con la messa alla prova).
L’ex dipendente del locale di Porto Cervo è difeso dall’avvocato Marco Manca, mentre il Billionaire si è costituito parte civile con l’avvocato Ilaria Pinna. In aula davanti al giudice Camilla Tesi – pubblico ministero Gianmarco Vargiu – ieri è stato sentito l’ultimo testimone dell’accusa, Paolo Azara, allora amministratore del Billionaire, il quale, in seguito alle indagini, aveva presentato querela contro i tre dipendenti. Azara ha confermato quanto contenuto nella denuncia e spiegato l’organizzazione del magazzino.
Quando fu ritrovata la refurtiva a casa di uno degli imputati, era stato lui a fare il riconoscimento della merce rubata.
Il processo proseguirà a novembre. (t.s.)
Gli investigatori erano così risaliti a quelli che ritengono essere i responsabili del furto di champagne messo a segno al Billionaire ormai otto anni fa.
Ieri nel tribunale di Tempio è proseguito il processo nei confronti di Michele Di Natale, uno dei tre imputati con l’accusa di furto aggravato in concorso (la posizione degli altri due era già stata definita: uno col patteggiamento, l’altro, con la messa alla prova).
L’ex dipendente del locale di Porto Cervo è difeso dall’avvocato Marco Manca, mentre il Billionaire si è costituito parte civile con l’avvocato Ilaria Pinna. In aula davanti al giudice Camilla Tesi – pubblico ministero Gianmarco Vargiu – ieri è stato sentito l’ultimo testimone dell’accusa, Paolo Azara, allora amministratore del Billionaire, il quale, in seguito alle indagini, aveva presentato querela contro i tre dipendenti. Azara ha confermato quanto contenuto nella denuncia e spiegato l’organizzazione del magazzino.
Quando fu ritrovata la refurtiva a casa di uno degli imputati, era stato lui a fare il riconoscimento della merce rubata.
Il processo proseguirà a novembre. (t.s.)
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