La Nuova Sardegna

Olbia

«Estate boom in sicurezza occasione da non perdere»

di Antonello Sechi
«Estate boom in sicurezza occasione da non perdere»

Molte presenze, pochi contagi: il sindaco Ragnedda fa il bilancio della stagione «Le scuse di Briatore per gli attacchi del 2020? Se sono sentite, si accettano»

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ARZACHENA. Tantissima gente, operatori felici, guai Covid ridotti al minimo. Un’estate trionfale o quasi. Ben diversa da quella cupa del 2020, segnata dalla pandemia e dalla disastrosa fuga dei turisti provocata dall’esplosione dei contagi al Billionaire e in altri locali della Costa Smeralda. Anche l’umore di Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, è assai cambiato rispetto a un anno fa. «C’è grande soddisfazione, abbiamo un’occasione da cogliere», dice con un sorriso grande così. Peraltro, anche Flavio Briatore gli ha chiesto pubblicamente scusa per gli improperi che gli aveva scagliato addosso nella prima estate del Covid. Ha ammesso che aveva ragione lui, il sindaco, a limitare gli orari della musica nei locali per ridurre rischi di contagio. Ragnedda vorrebbe glissare, ma il bilancio della stagione 2021 non può che partire da qui. «Briatore? Se sono sentite, le scuse si accettano – risponde – Fanno piacere per la comunità. Rimettere la querela? Si valuterà. I sindaci non fanno battaglie per se stessi. Era prioritario tutelare la salute pubblica. Le scuse dimostrano che l’azione di tutela del territorio era legittima».

Turismo e sanità. Quest’estate è andata meglio: pochi contagi. Alcuni locali, ma non il Billionaire, sono stati comunque sanzionati per mancato rispetto delle regole anti-Covid. «Il fatto che i balli fossero vietati ha reso tutto più facile, anche la gestione della movida – spiega Ragnedda – È stata una stagione impressionante, c’è stato un boom di turisti, gli operatori economici hanno potuto recuperare. Riuscire a ospitare tutti in sicurezza è stato molto positivo per il territorio. Grazie all’hub di Arzachena, c’è una buona fetta di vaccinati. Sono state somministrate 11mila dosi e 6500 persone sono state messe in sicurezza con la seconda. Siamo orgogliosi del risultato. Grazie a tutti per lo sforzo: medici, infermieri, farmacisti, staff. Questo ha permesso anche di organizzare eventi importanti in sicurezza. Il triathlon, il polo, il concerto della festa patronale ecc. Si può fare, anche se con uno sforzo maggiore. Divertirsi in modo responsabile è un messaggio per il futuro». Sulla sanità ci sono comunque capitoli aperti. Niente guardie mediche turistiche, ospedali senza medici e pronto soccorso intasati, oltre a servizi di territoriali carenti: da questo punto di vista la Gallura non ha fatto una gran figura. «Non sono stati garantiti nonostante la mobilitazione del territorio e del prefetto – afferma Ragnedda – Questa situazione deve migliorare quanto prima, è essenziale per i cittadini e per il turismo. No, non mi ammorbidito sul tema. Lasciamo finire la campagna elettorale, poi convocheremo la conferenza socio-sanitaria. Il nostro territorio traina l’isola ma dalla Regione non ha ottenuto i servizi promessi».

Costa Smeralda. Più del Covid, ad agitare l’estate della Costa Smeralda è stato forse l’annuncio dell’aggiornamento del marchio storico, nato nei primi anni ’60 con l’investimento dell’Aga Khan. Molte le proteste. Il sindaco di Arzachena è stato tra i primi a reagire. Un “incidente” che poteva riaprire le tensioni tra Comune e Smeralda Holding, la società controllata Qatar proprietaria degli hotel e degli asset ex Aga Khan e principale azionista del Consorzio. Ragnedda getta acqua sul fuoco: «Da subito, abbiamo ribadito che cambiarlo era un errore. Quel logo è un’icona del territorio, un simbolo da enfatizzare. Siamo contenti che la modifica sia stata archiviata. Dalla Costa Smeralda ci aspettiamo che faccia la Costa Smeralda e dia seguito agli investimenti».

Niente cinesi e americani. A proposito di investimenti: i cinesi di Rosewood Hotel & Resort e gli americani di Delano non arriveranno, almeno per ora. Del progetto da 150 milioni di euro dell’imprenditore italo-svizzero Enrico Meneghetti non si parla più. L’amministrazione Ragnedda non aveva nascosto il suo favore. «Quell’investimento parrebbe non andato a buon fine per questioni di carattere privatistico – spiega il sindaco – Restiamo attenti e aperti all’arrivo di nuovi investitori. Ben venga chi rappresenta brand di qualità. Portano concorrenza e ampliano la gamma dell’offerta, purché lo facciano con attenzione e rispetto del territorio. Nuovi investitori possono garantire importanti ricadute. C’è da riqualificare un patrimonio immobiliare in parte datato. La destinazione va messa nella posizione migliore: la competizione sul turismo di alta gamma è mondiale».

Stagione da allungare. Il boom post Covid ha spinto qualche operatore ad allungare l’apertura della sua attività. Ma la sostanza non cambia: l’estate della Costa resta troppo breve. Il sindaco di Arzachena rilancia la richiesta fatta dal suo consiglio comunale: cambiare le norme che oggi consentono di aprire un negozio per due-tre settimane, fare il pieno degli incassi e scappare con il bottino mandando a casa i lavoratori. «Ne abbiamo parlato con l’assessore Chessa e aspettiamo l’apertura di un tavolo a Cagliari – dice il sindaco – Settembre, ad esempio, è stato spettacolare per il clima ma nel frattempo molte serrande sono state abbassate. Bisogna intervenire a livello normativo. Le attività che aprono per periodi più lunghi diventano un punto di riferimento per i turisti. Noi dobbiamo promuovere eventi per la bassa stagione e lo stiamo facendo: turismo enogastronomico sport, outdoor, musei ecc. Gli operatori facciano la loro parte».

Fiducia dopo il Covid. La crisi della pandemia – conclude Ragnedda – è diventata un’opportunità: «Siamo in una nuova era. Bisogna investire sul territorio. La gente viene qui ma non bisogna cullarsi sugli allori. Dobbiamo fidelizzare gli ospiti. Non facciamoli scappare un’altra volta».

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