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Olbia

Maxi corruzione in Costa il pm: «Reato prescritto»

di Tiziana Simula
Maxi corruzione in Costa il pm: «Reato prescritto»

Stop al processo sulla riqualificazione degli alberghi della Sardegna Resort I difensori: valuteremo se rinunciare. Tra gli imputati c’è l’ex ministro Carraro

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ARZACHENA. La maxi inchiesta dell’allora procuratore Domenico Fiordalisi sulla riqualificazione dei grandi alberghi della Sardegna Resort (Romazzino, Pitrizza, Cervo e Cala di Volpe), sfociata in un processo per corruzione che vede tra gli altri imputati l’ex ministro ed ex senatore Franco Carraro, presidente della Smeralda holding, si sbriciola di fronte alla prescrizione. È l’epilogo che si prospetta per il procedimento datato 2013, che a suo tempo suscitò grande clamore e che ha visto per anni sulla graticola dieci imputati, alcuni dei quali inizialmente accusati anche di associazione per delinquere, accusa poi caduta in udienza preliminare (furono invece dichiarati prescritti gli abusi edilizi). Un’inchiesta costata centinaia di migliaia di euro di spese per le intercettazioni, e che solo un anno fa è approdata di fronte al tribunale in composizione collegiale dove, di fatto, il processo si è appena aperto. Imputati insieme a Carraro, gli ex manager della Sardegna Resort Mariano Pasqualone e Alexandra Dubrova, i dirigenti del Comune di Arzachena Antonello Matiz e Libero Meloni, l’ex comandante della polizia locale Giovanni Mannoni, l’imprenditore Angelo Filigheddu, Antonio Tramontin della commissione paesaggio della Regione, l’ingegnere Tonino Fadda, e il tributarista Stefano Morri. Ieri il pubblico ministero Ilaria Corbelli ha annunciato che è maturato il termine della prescrizione e ha chiesto al collegio presieduto dal giudice Marco Contu di dichiarare l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione per tutti i capi d’imputazione che riguardano i dieci imputati – le accuse sono, a vario titolo, di corruzione e abuso d’ufficio – eccetto per un’ipotesi di corruzione per il quale continuerà il processo nei confronti di Matiz, Dubrova, Fadda e Filigheddu. Ma le difese hanno chiesto tempo per parlare con i loro clienti. Lo hanno fatto, in particolare, gli avvocati Antonella Cuccureddu e Domenico Putzolu, difensori rispettivamente dell’ex manager della Sardegna Resort, Pasqualone, e dell’ex comandante della polizia locale di Arzachena, Mannoni. I difensori hanno annunciato che non tutti gli imputati sono disposti ad accettare la prescrizione e chiederanno che il tribunale si pronunci nel merito con una sentenza. Amarezza è stata espressa da Carraro. «Non possiamo che prendere atto della prescrizione – commenta il suo difensore, l’avvocato Roberto Borgogno – rimarcando che non è stata data a Carraro la possibilità di difendersi. Abbiamo chiesto per anni e in tutte le sedi la trascrizione di venti intercettazioni da noi ritenute fondamentali per dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse nei suoi confronti. Voleva essere processato con rito abbreviato in udienza preliminare avendo in mano tutti gli elementi in sua difesa. Per anni ci è stato negato questo diritto, ora ci dicono che è maturata la prescrizione».

L’udienza è stata aggiornata a dicembre e in quell’occasione i difensori riferiranno al collegio chi degli imputati accetterà e chi rinuncerà alla prescrizione. In merito all’unica ipotesi di corruzione ancora in piedi, l’accusa rivolta a Matiz è di aver rilasciato la concessione edilizia, secondo la Procura illegittima, per l’ampliamento del Romazzino in cambio della promessa da parte di Fadda di affidare parte dei lavori negli alberghi all’impresa di Filigheddu, cugino di Matiz.

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