Nautica e porto turistico la città più vicina al mare
di Dario Budroni
De Cet: «No a nuovi cantieri a Sa Testa», Sotgiu: «Sì alla portualità privata» Tilocca: «Creare un istituto nautico», Sciola: «Necessario avere professionalità»
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OLBIA. La città vuole avvicinarsi sempre più al suo mare. Nautica e portualità sono come due fari che illuminano la strada del futuro. Su questo sono tutti d’accordo. Ma nel dettaglio non mancano certo le differenze. Come quelle sul porto turistico al molo Brin: la Grande coalizione lo vuole pubblico-privato, il centrodestra lo preferisce invece privato. Sullo sfondo resta poi il tema più caldo e discusso degli ultimi tempi: l’idea di uno sviluppo industriale, e nautico in particolare, nel promontorio di Sa Testa. Vasco De Cet, Olbia democratica, parte dai numeri. «La nautica, in maniera diretta e indiretta, si ritaglia circa il 20% dell’economia olbiese e genera un qualcosa come 700mila presenze l’anno. Qui, inoltre, si concentra più del 20% dell’offerta nazionale delle barche a noleggio – dice De Cet -. Tutto questo non può restare marginale nel progetto futuro della città. Crediamo che lo sviluppo di una portualità che includa anche il waterfront sia quindi un passaggio logico. E diciamo no a una espansione industriale a Sa Testa. Per una questione ambientale e anche perché sarebbe una sciocchezza a livello economico. La costruzione in maniera compulsiva di nuovi cantieri creerebbe difficoltà di radicamento a chi arriva e problematiche di permanenza a chi è già qua. Meglio agevolare e aiutare la cantieristica esistente. Tra le altre cose, vogliamo sviluppare la nautica popolare». Anche Arianna Sotgiu, Forza Italia, crede nella crescita di questo settore. «Lo sviluppo della portualità e della nautica è un processo iniziato tanti anni fa, quando si è deciso di trasformare Olbia in una città turistica e non più di passaggio. La creazione di un porto turistico rientra in pieno in questo progetto, ora in continuità con il nuovo lungomare e il futuro abbattimento delle sopraelevate – spiega Sotgiu -. Quando però parliamo di porto privato non intendiamo l’arrivo del grosso industriale di turno, perché certe strutture possono essere gestite anche da enti privati con delle fondamenta sul territorio. A parte questo, dobbiamo investire in maniera sempre più decisa nella formazione, che è fondamentale, e nello sviluppo della cantieristica». Poi la questione Sa Testa: «È un’idea a lungo termine, nel tempo si vedrà e si valuterà». Antioco Tilocca, Liberi, pensa in particolare ai giovani. «Bisogna creare una vera cultura nautica e investire nelle risorse umane. A Olbia servono ancora molte figure, anche da cantiere e di programmazione, e per questo ci batteremo per la nascita di un istituto nautico – spiega Tilocca -. Bisogna favorire la crescita di una nuova classe operaia in linea con tutto ciò che richiede il mercato di oggi. Poi sarà fondamentale creare un porto turistico davanti alla città. Bisognava realizzarlo già da tempo, secondo una formula che metta insieme pubblico e privato. Ovvio che siamo contrari ai capannoni nautici a Sa Testa. Meglio riqualificare l’esistente. Sarà importante anche rilanciare le tradizioni marinare della città». Anche Antonella Sciola, Forza Italia, vede nel mare una risorsa fondamentale per Olbia. «Il progetto di un porto turistico rientra in quella visione che mette in relazione il centro, il lungomare e anche l’aspetto della Ztl. Un centro quindi vissuto, punto nevralgico della città – spiega -. Credo che il mercato di concorrenza generi più dinamismo, per questo sono favorevole all’idea di un porto privato. Inoltre, serve investire sempre più nella formazione. È necessario che Olbia fornisca managerialità e professionalità anche in questo settore». E su un eventuale sviluppo a Sa Testa: «Senza entrare nel dettaglio specifico, perché i toni sono stati molto alti, in linea generale dico che ambiente e competitività possono andare di pari passo. Credo che si possa essere competitivi anche valorizzando il punto forte che è l’ambiente».
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