Non le fanno la risonanza urgente, donna di Arzachena protesta
ARZACHENA. «Avrei dovuto fare una risonanza urgente, invece appena sono arrivata al Cup dell’ospedale di Olbia mi hanno detto che non potevano fissarmi l’appuntamento perché non c’era posto. Così...
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ARZACHENA. «Avrei dovuto fare una risonanza urgente, invece appena sono arrivata al Cup dell’ospedale di Olbia mi hanno detto che non potevano fissarmi l’appuntamento perché non c’era posto. Così sono andata via senza riuscire ad avere una data per il mio esame e continuo a convivere con dolori fortissimi alle gambe».
A parlare è una giovane insegnante di Arzachena che lunedì mattina, insieme con il suo compagno, ha raggiunto il Giovanni Paolo II per sottoporsi a una visita ortopedica a pagamento. «Al termine del controllo - ha raccontato la donna - lo specialista mi ha prescritto la risonanza con urgenza. Così mi sono diretta al centro unico prenotazioni ma, come detto, ho ricevuto picche come risposta: niente risonanza, non c’è alcuna possibilità nell’immediato. E’ una situazione inaccettabile, perché ho difficoltà a camminare e faccio fatica persino a salire in macchina. Sto continuando ad andare a l lavoro, nonostante i dolori, perché a scuola siamo in poche e non voglio far pesare la mia assenza sulle spalle dei colleghi. Non riesco a capire i motivi di questo grave disservizio. Il medico che mi ha prescritto la risonanza lavora nello stesso ospedale che mi ha detto di non potermela fare. Ho deciso così di parlarne pubblicamente perché credo sia stato calpestato un mio diritto e anche perché attendo che qualcuno mi dia spiegazioni».
A parlare è una giovane insegnante di Arzachena che lunedì mattina, insieme con il suo compagno, ha raggiunto il Giovanni Paolo II per sottoporsi a una visita ortopedica a pagamento. «Al termine del controllo - ha raccontato la donna - lo specialista mi ha prescritto la risonanza con urgenza. Così mi sono diretta al centro unico prenotazioni ma, come detto, ho ricevuto picche come risposta: niente risonanza, non c’è alcuna possibilità nell’immediato. E’ una situazione inaccettabile, perché ho difficoltà a camminare e faccio fatica persino a salire in macchina. Sto continuando ad andare a l lavoro, nonostante i dolori, perché a scuola siamo in poche e non voglio far pesare la mia assenza sulle spalle dei colleghi. Non riesco a capire i motivi di questo grave disservizio. Il medico che mi ha prescritto la risonanza lavora nello stesso ospedale che mi ha detto di non potermela fare. Ho deciso così di parlarne pubblicamente perché credo sia stato calpestato un mio diritto e anche perché attendo che qualcuno mi dia spiegazioni».
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