Tribunale a Olbia, un coro di sì dagli avvocati

Bardini con Nizzi: «Situazione ora indecente», Delitala con Navone: «Condividiamo il ddl Evangelista»

OLBIA. Il tribunale in città. Il tema è da sempre particolarmente sentito. E come tale non poteva che essere discusso anche in questa campagna elettorale. Giuseppe Bardini, avvocato, candidato con la Lega nella coalizione di centrodestra che sostiene Settimo Nizzi, spiega il perché del tribunale a Olbia. «La situazione attuale è indecente – dice –. Olbia ha bisogno di un suo tribunale perché questa è una città che, tra residenti e non residenti, conta circa 80mila abitanti. Non si può tenere un’area con questi numeri priva di giustizia. E dico questo perché l’attuale tribunale, che si trova a Tempio, è inefficiente. È una storia che conosciamo tutti molto bene. Ma sia chiaro: non chiediamo la chiusura del tribunale di Tempio, città che può avere un suo presidio o anche mantenere le attuali strutture, naturalmente migliorate. La questione ora riguarda Olbia, che deve avere un tribunale e una sezione di procura». Mario Delitala, anche lui avvocato, candidato con la lista Liberi per la Grande coalizione che sostiene Augusto Navone, ci tiene a rimarcare le differenze di schieramento. «Noi, a differenza loro, stiamo portando avanti questa battaglia in maniera chiara e inequivocabile – dice –. Come Liberi, abbiamo realizzato un grande manifesto con su scritto “Tribunale a Olbia”. Gli esponenti della nostra lista hanno inoltre sottoposto una mozione al consiglio comunale. Noi condividiamo il ddl Evangelista. Credo che Tempio abbia bisogno di un presidio di prossimità, ma la sede centrale deve essere spostata a Olbia. È una scelta logica. Come struttura penso all’ex alberghiero. Il palazzo di via Roma ha spazi troppo ridotti». (d.b.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes