Droga dall’Albania: sfilano i testimoni
Ricostruita in aula l’attività investigativa. Gli imputati sotto processo sono sei
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OLBIA. Intercettazioni, pedinamenti, appostamenti, perquisizioni. L’intensa attività investigativa coordinata dalla Dda di Cagliari che nel 2014 ha consentito di sgominare una banda di trafficanti di droga sardo albanese è stata ricostruita ieri in aula da due carabinieri della sezione operativa del reparto territoriale di Olbia impegnati nelle indagini. Una deposizione durata ben cinque ore, nel corso della quale hanno spiegato al collegio presieduto dal giudice Marco Contu, come nacque l’inchiesta, il suo passaggio dalla Procura di Tempio alla Direzione distrettuale antimafia e i rapporti che legavano i componenti della banda, accusati di acquistare e importava dall’Albania e dall’Olanda cocaina ed eroina per distribuirla in Sardegna. Imputati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il consigliere regionale Giovanni Satta, Simone Canu, di Olbia, Alexandru Dughila, romeno, Giovanni Battista Pira, di Orune, Nicola Salvatore Pinna, di Sassari e Gino Mureddu, di Olbia. Secondo le accuse del pm della Dda Rossana Allieri, che ha coordinato la maxi inchiesta, Giovanni Satta avrebbe collaborato attivamente con i capi dell’organizzazione, i fratelli Eugert e Kleton Bici, albanesi ma residenti ad Olbia (già giudicati e condannati in abbreviato, il primo a 18 anni, il secondo, a 12), acquistando partite di sostanza stupefacente che immetteva nel mercato olbiese e nuorese, reperiva e consegnava auto per effettuare viaggi nella penisola e in Albania o per utilizzarle quali forme di pagamento per lo stupefacente, e manteneva per conto dell’associazione i contatti con pregiudicati ai quai fornire la droga. Accuse che Satta, difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Marco Enrico ha sempre rigettato. L’esame dei testimoni si è soffermata in particolare sulla figura del consigliere regionale (presente in aula) e di un altro imputato, Simone Canu, difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu. Canu è stato definito dagli investigatori “uomo di fiducia” dei fratelli Eugert e Kleton Bici. Secondo le accuse avrebbe collaborato attivamente nella fase organizzativa di acquisto delle partite di stupefacente, tenuto i contatti con i corrieri e messo in atto spedizioni punitive per allontanare i concorrenti del traffico illecito.
Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Giommaria Uggias (per Dughila), Elena Ledda e Giancarmelo Serra (Pira), Paolo Spano ed Herika Dessì (Pinna), Silvia Russel e Rosario Cristiano (Mureddu). (t.s)
Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Giommaria Uggias (per Dughila), Elena Ledda e Giancarmelo Serra (Pira), Paolo Spano ed Herika Dessì (Pinna), Silvia Russel e Rosario Cristiano (Mureddu). (t.s)
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