La Nuova Sardegna

Olbia

La baby gang ora è sotto inchiesta

di Stefania Puorro
La baby gang ora è sotto inchiesta

Identificati dalla polizia i quattro ragazzini protagonisti della brutale aggressione in piazza Crispi

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OLBIA. Il cerchio è chiuso. E la baby gang è sotto inchiesta. Quattro i ragazzini finiti in guai grossi. Hanno dai 15 ai 17 anni e sono di Olbia. Due sono accusati di aver pestato, con un cazzotto sul volto e due calci in testa, un sedicenne intervenuto per difendere il suo amico; gli altri due, invece, sono ritenuti responsabili di pesanti e continue minacce nei confronti di un altro giovanissimo. A incastrarli è stata la sezione anticrimine della polizia guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu. Sono state raccolte prove, testimonianze, forse anche filmati. E i quattro componenti della banda ora sono indagati. Sono stati segnalati alla Procura dei minori di Sassari e si stanno soltanto aspettando i provvedimenti. Che potrebbero essere anche molto pesanti.

L’aggressione in piazza Crispi è stato l’ennesimo episodio di botte e insulti che coinvolge ragazzini senza controllo. Ma la vicenda, degenerata sabato sera con la violenza, era però partita alcuni mesi fa su TikTok. A raccontare i fatti era stato il padre di Marco, il ragazzino che per primo era finito nel mirino della baby gang. Proprio Marco aveva infatti pubblicato sul popolare social network brevi clip musicali riscuotendo un increbile successo. «Tanto da conquistare in breve tempo - aveva detto il padre - un numero incredibile di follower. Questo risale allo scorso luglio e da quel momento la baby gang ha cominciato a deridere, offendere e insultare Marco in ogni modo. Non limitandosi ai messaggi e alle minacce verbali ma arrivando a scrivere anche frasi pesantissime sui muri e a spintonarlo per la strada. Ma mio figlio, nonostante tutto, appariva tranquillo, mi ripeteva di non preoccuparmi e di non fare nessuna denuncia perché tanto avrebbero smesso. Ma non è stato così. Anzi. Quando un mese fa io ho comunque chiamato al telefono il padre di uno di quei ragazzini suggerendogli di tenerlo sotto controllo, senza astio e polemica, è successo anche di peggio. Le minacce sono aumentate e poi, sabato scorso, la situazione è precipitata». La gang è infatti andata a cercare Marco, girando per il centro storico, e quando lo ha trovato in piazza Crispi insieme con la sua compagnia, si è fermata dicendogli che lo avrebbe preso a botte. È stato a quel punto che, per difendere Marco, è intervenuto il suo amico Luigi. Si è rivolto a quei ragazzini dicendo loro di smetterla e invitandoli a lasciare in pace Marco perché non aveva fatto nulla di male. E allora la banda si è scagliata contro di lui colpendolo prima sul viso e poi con due calci in testa: il ragazzo, lasciato per terra, è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso del Giovanni Paolo II e sottoposto a una Tac, sui cui risultati è stato mantenuto il riservo. Sul posto si è precipitata la polizia che ha subito raccolto le dichiarazioni dei diversi testimoni mentre il giorno successivo le famiglie di Luigi e Marco sono andate in commissariato per presentare una dettagliata denuncia. Hanno fatto nomi e cognomi, hanno raccontato ogni particolare che potesse essere utile alle indagini e la baby gang è stata identificata e incastrata.

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