La città cresce ancora al voto 2500 in più dubbi sull’astensione
I dati del ministero dell’Interno indicano 49.347 votanti Trend in leggero calo rispetto al 2016 ma sempre positivo
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OLBIA. Cresce il popolo del voto. Almeno di coloro che ne hanno diritto. Solo la chiusura delle urne, domani alle 15, dirà se poi il diritto è stato realmente esercitato o anche a Olbia l’astensione sarà diventata un partito. In una città che da decenni è diventata una calamita per nuovi residenti, grazie a servizi e opportunità di lavoro, potranno scegliere sindaco e consiglieri in 49.347, dato del Ministero dell’interno, oltre 2400 in più rispetto a cinque anni fa quando alle urne erano stati ammessi in 46mila 919. Trend di crescita che trova conferma se si fa un passo indietro e si guarda al 15 maggio 2011. Allora gli aventi diritto al voto erano fermi a 44mila 97. E ancora nel 2007 quando 7 gli elettori erano 41.088.
Trend di crescita. L’incremento è presto spiegato. Oltre a seguire una curva di crescita inarrestabile, i 2400 cittadini votanti in più sono frutto dell’arrivo di stranieri, del saldo positivo tra deceduti e maggiorenni che guadagnano il diritto al voto per la prima volta. Resta una leggera flessione rispetto al trend 2011-2016 per la cancellazione di molti titolari fittizi di prima casa, ai quali la nuova normativa ha imposto requisiti più severi per avere diritto alla residenza.
L’ affluenza. Gli occhi sono puntati sull’affluenza alle urne. La tornata elettorale nazionale ha fatto emergere una sacca di non votanti molto preoccupante. Un partito del non voto più bravo a lamentarsi sui social che ad andare ai seggi per provare a cambiare quel qualcosa che contesta a colpi i post. Lo storico delle ultime Comunali racconta questo: il 5 giugno del 2016 si andò al voto con cinque liste e quindi con turno di ballottaggio. Al primo turno votarono in 31.295, il 66,70% degli aventi diritto, scesi a 25.640 al secondo turno, il 54,65%. In quella occasione il candidato sindaco Settimo Nizzi ottenne il 27,62% al primo turno, diventato poi il 50,71% al secondo. Carlo Careddu, che al primo turno aveva portato a casa il 32,44% delle preferenze, nel secondo si era fermato a 49,29%. Allungando il passo indietro nel tempo si arriva al 15 maggio 2011. Su 44.097 votanti espressero il diritto di voto in 34mila 754, pari al 78,81%. Allora Gianni Giovannelli vinse al primo turno con il 52,37%, lasciando dietro di sé Settimo Nizzi con il 43,24%. Percentuali microscopiche per gli altri aspiranti alla poltrona di primo cittadino, dallo 0,48% al 2,60%. Il 27 maggio 2007 votarono 32.196 olbiesi su 41.088 aventi diritto, il 78,36%. Una sfida a tre che vide trionfare Gianni Giovannelli al primo turno con il 66,91% dei consensi; Nardino Degortes ottenne il 30,93%, poco più del 2% per Silverio Cattrocci.
Sfida a due. Oggi e domani si va al voto con una sfida a due, senza ballottaggio. Se le procedure di spoglio dovessero funzionare bene, si conoscerà il nome del nuovo sindaco di Olbia in nottata. Augusto Navone si presenta con otto liste per la Grande Coalizione. Settimo Nizzi con sei liste per il Centrodestra “Presente e futuro”.
Per rivedere un confronto elettorale con due soli contendenti in città bisogna attivare il tasto rewind fino al 26 maggio 2002. Allora lo scontro fu tra Settimo Nizzi che vinse con il 53,24% e Gian Piero Scanu, che ottenne il 46,76% dei consensi. L’affluenza fu dell’82%.
Caos seggi. Nel pomeriggio di ieri si è registrato qualche problema in diversi seggi di Isticadeddu. Al momento dell’insediamento mancavano presidenti e scrutatori. Irreperibili. Sono stati poi recuperati in extremis in serata. (se.lu.)
Trend di crescita. L’incremento è presto spiegato. Oltre a seguire una curva di crescita inarrestabile, i 2400 cittadini votanti in più sono frutto dell’arrivo di stranieri, del saldo positivo tra deceduti e maggiorenni che guadagnano il diritto al voto per la prima volta. Resta una leggera flessione rispetto al trend 2011-2016 per la cancellazione di molti titolari fittizi di prima casa, ai quali la nuova normativa ha imposto requisiti più severi per avere diritto alla residenza.
L’ affluenza. Gli occhi sono puntati sull’affluenza alle urne. La tornata elettorale nazionale ha fatto emergere una sacca di non votanti molto preoccupante. Un partito del non voto più bravo a lamentarsi sui social che ad andare ai seggi per provare a cambiare quel qualcosa che contesta a colpi i post. Lo storico delle ultime Comunali racconta questo: il 5 giugno del 2016 si andò al voto con cinque liste e quindi con turno di ballottaggio. Al primo turno votarono in 31.295, il 66,70% degli aventi diritto, scesi a 25.640 al secondo turno, il 54,65%. In quella occasione il candidato sindaco Settimo Nizzi ottenne il 27,62% al primo turno, diventato poi il 50,71% al secondo. Carlo Careddu, che al primo turno aveva portato a casa il 32,44% delle preferenze, nel secondo si era fermato a 49,29%. Allungando il passo indietro nel tempo si arriva al 15 maggio 2011. Su 44.097 votanti espressero il diritto di voto in 34mila 754, pari al 78,81%. Allora Gianni Giovannelli vinse al primo turno con il 52,37%, lasciando dietro di sé Settimo Nizzi con il 43,24%. Percentuali microscopiche per gli altri aspiranti alla poltrona di primo cittadino, dallo 0,48% al 2,60%. Il 27 maggio 2007 votarono 32.196 olbiesi su 41.088 aventi diritto, il 78,36%. Una sfida a tre che vide trionfare Gianni Giovannelli al primo turno con il 66,91% dei consensi; Nardino Degortes ottenne il 30,93%, poco più del 2% per Silverio Cattrocci.
Sfida a due. Oggi e domani si va al voto con una sfida a due, senza ballottaggio. Se le procedure di spoglio dovessero funzionare bene, si conoscerà il nome del nuovo sindaco di Olbia in nottata. Augusto Navone si presenta con otto liste per la Grande Coalizione. Settimo Nizzi con sei liste per il Centrodestra “Presente e futuro”.
Per rivedere un confronto elettorale con due soli contendenti in città bisogna attivare il tasto rewind fino al 26 maggio 2002. Allora lo scontro fu tra Settimo Nizzi che vinse con il 53,24% e Gian Piero Scanu, che ottenne il 46,76% dei consensi. L’affluenza fu dell’82%.
Caos seggi. Nel pomeriggio di ieri si è registrato qualche problema in diversi seggi di Isticadeddu. Al momento dell’insediamento mancavano presidenti e scrutatori. Irreperibili. Sono stati poi recuperati in extremis in serata. (se.lu.)
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