«Una stagione devastante e il Parco sta affondando»
La Maddalena. Le accuse del consigliere Michele Esposito e la crisi dell’ente «Il presidente governa da lontano e il direttore non è stato ancora sostituito»
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LA MADDALENA. «Mai prima d’ora la stagione turistica 2021 aveva toccato un punto così basso nella storia del Parco Nazionale di La Maddalena». Michele Esposito, consigliere del direttivo dell’Ente, non esprime solo un giudizio duro smentendo “gli annunci e i proclami più recenti accompagnati da toni grottescamente trionfalistici”, ma le sue parole confermano una guerra aperta all’interno del Parco e una crisi che pare irreversibile. E il dito, Esposito, lo punta anche sul presidente Fonnesu. «E’ stata una stagione fallimentare sotto il profilo organizzativo e ambientale che rimarrà nella memoria per lo stupro dei nostri fondali e l’assalto indiscriminato ai luoghi più sensibili dell’arcipelago - dice Esposito -. Ma se questa è la fotografia del passato più recente ci sono ragioni più che fondate per prevedere, con l’anno che verrà, disastri ancora peggiori. L’Ente di Via Giulio Cesare si trova ora in una condizione di sbando totale. Le dimissioni dell’ex direttore Zanelli, presentate lo scorso 1° luglio, sono diventate effettive dal 30 settembre scorso, ma nei tre mesi trascorsi nessuno ha trovato soluzioni per la sua sostituzione, eccezion fatta per una fallimentare richiesta di proroga che lo stesso Zanelli ha cordialmente respinto. L’Ente, in mancanza della sua unica figura dirigenziale, si trova nella paralisi più completa da due settimane, incapace di dare seguito ai numerosissimi procedimenti che sono in piedi, e - cosa più preoccupante - con serie difficoltà nel pagamento degli stipendi del personale. Il bilancio di previsione, che andrebbe approvato entro il 31 ottobre, appare un traguardo irraggiungibile, così come il piano di abbattimento degli ibridi di cinghiale che - nonostante gli annunci e le promesse - resta fermo al palo; la collaborazione e le intese col Comune di La Maddalena restano belle promesse di cui non si trova riscontro in nessun impegno di spesa; le borse di studio non verranno bandite; mentre il Piano del Parco resta un oggetto misterioso di cui si sono perse le tracce. Nel frattempo, il presidente Fabrizio Fonnesu - che aveva garantito il suo ritorno in Sardegna da ottobre - continua a governare le cose dalla Francia, da dove intraprende periodiche iniziative utili a tirare fuori il Parco dalle sabbie mobili in cui è affogato. Il consiglio direttivo, per parte sua, assiste in religiosa contemplazione alla rovina dell’Ente trastullandosi in ragionamenti riguardanti il sesso degli angeli e l’Immacolata Concezione, ma senza venirne a capo. Personalmente, dopo 3 anni di mandato - chiude Esposito -, posso davvero dire di avercela messa tutta. Ho avuto idee e proposte, ho sopportato e mi sono alterato, ho avuto soddisfazioni (poche) e delusioni (molte). Ma il tempo del politichese è finito, così com’è finita la pazienza di assistere inerme alla lenta consumazione di un Ente che, da moribondo che era, ora non respira più. Chiamate un commissario o, meglio ancora, un negromante».
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