Volontari a Santa Teresa per la Ong Mediterranea

Sbarca in Sardegna l’organizzazione di soccorso in mare sulle rotte libiche Aderiscono gli attivisti del movimento “Stop concessioni a Rena Bianca”

SANTA TERESA GALLURA. Mediterranea saving humans sbarca in Sardegna e “arruola” volontari anche in Gallura. I primi li ha trovati a Santa Teresa, esattamente tra i cittadini – attiviste e attivisti – riuniti nel movimento civico “Stop concessioni a Rena Bianca”. La Ong italiana, che ha iniziato la sua attività di soccorso in mare la notte del 3 ottobre del 2018 con il rimorchiatore Mare Jonio, opera nel Mediterraneo con l’ausilio di alcune navi per soccorrere migranti lungo la rotta libica. Presenterà il suo programma di attività in Sardegna giovedì e venerdì, rispettivamente a Sassari (alle 18.30 nella caffetteria “Crema&Cioccolato” in largo Cavallotti 15) e Cagliari (alle 13.30 nello Spazio Radio X social all’Exma in via San Lucifero 71).

«Mediterranea ha il coraggio di essere dove le cose accadono per raccontare e denunciare quanta morte produca la chiusura dei confini», si presentano così gli attivisti della piattaforma ong. «Mediterranea – precisano – pur avendo molte similitudini con le Ong che hanno operato nel Mediterraneo negli ultimi anni, si distingue per la principale caratteristica della sua azione “non governativa”, ovvero il coinvolgimento su tutto il territorio italiano di una vasta rete di persone singole e di associazioni che pur provenendo da storie e mondi diversi, laici e religiosi, convergono tutti e tutte sugli stessi obiettivi: salvare gli uomini, non i confini; ridare fiato e gambe a un’idea di convivenza e di umanità che si fondi sui diritti di tutti e che i diritti di tutti rispetti. Quella di Mediterranea è in altre parole un’azione sì di disobbedienza morale, ma nel contempo di obbedienza civile. Perché disobbedisce a ogni violenta istigazione di natura nazionalista e xenofoba, ma con la stessa tenacia obbedisce alle norme costituzionali e internazionali che proteggono i più deboli e a rischio, prima tra tutte l’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo in mare e, in determinate necessità e condizioni, la sua conduzione in un porto sicuro». «Da quest’anno – aggiungono gli attivisti – vorremmo far approdare Mediterranea anche in Sardegna. L’obiettivo è duplice: denunciare con puntualità quello che accade lungo le varie rotte migratorie che attraversano l’Europa e le tragedie che si consumano ai “nostri confini”, animando il dialogo e il dibattito che si devono creare attorno alle politiche migratori europee e italiane, e sostenere concretamente, economicamente, le missioni in mare del nostro rimorchiatore, la Mare Jonio. Per fare questo, vorremmo creare una rete sul territorio con le altre associazioni e i singoli che si occupano di fare informazione e sensibilizzazione contro le discriminazioni».



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