Il Labint riparte con le lezioni e cerca insegnanti
di Dario Budroni
Riapre dopo il Covid la scuola che insegna l’italiano agli stranieri e promuove i valori dell’integrazione
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OLBIA. Suona la campanella dell’integrazione. La scuola del Labint riapre le sue porte dopo il lungo stop imposto dalla pandemia. L’obiettivo è sempre lo stesso: insegnare l’italiano a tutti quegli stranieri che hanno scelto di cominciare a Olbia una nuova vita.
Inaugurata 25 anni fa, la scuola di italiano del Laboratorio interculturale tornerà a operare questa sera nelle aule del liceo scientifico Mossa. In cattedra ci saranno gli insegnanti che hanno a cuore i valori dell’integrazione e del multiculturalismo.
Ma la squadra non è stata ancora completata. Il Labint è infatti alla ricerca di ulteriori insegnanti pronti a mettere a disposizione degli altri una parte del loro tempo.
Scuola di italiano. Si tratta di uno dei progetti più importanti tra quelli messi in campo dal Labint. Grazie alla scuola inaugurata nel 1996, centinaia di immigrati hanno potuto imparare a parlare, a leggere e a scrivere in italiano. «Chi frequenta la nostra scuola ha bisogno di dialogare, di farsi capire. La lingua è essenziale, soprattutto nei luoghi di lavoro. Per questo è nostra intenzione affiancare all’attività della scuola anche dei corsi di specializzazione, magari con la collaborazione delle associazioni di categoria» spiega Tonino Cau, un uomo da sempre dalla parte degli ultimi, fondatore del Labint e coordinatore del progetto scuola. Le attività prenderanno il via oggi al liceo scientifico con le iscrizioni. Le lezioni si svolgeranno, per tutto l’anno scolastico, ogni martedì e ogni giovedì dalle 17.45 alle 20.15, sempre al liceo Mossa. Naturalmente servirà il green pass. Chi non dovesse averlo, potrà richiederlo con l’aiuto dei volontari del Labint.
Servono insegnanti. Il Laboratorio interculturale lancia poi un messaggio a tutti gli insegnanti del territorio. «Abbiamo bisogno di loro – spiega Tonino Cau –. Contiamo già un certo numero, ma ne servono di più. Abbiamo alcune classi composte da alunni analfabeti, anche per quanto riguarda la lingua madre. Dunque, possono servire anche due o tre insegnanti per classe. In questo modo gli studenti potranno essere seguiti al meglio». Per informazioni e adesioni si può telefonare al numero 338 8277767 o inviare una mail all’indirizzo labint.olbia@gmail.com.
L’integrazione. La scuola del Labint, che un anno fa si era fermata a causa della pandemia, coinvolge gli immigrati di diverse nazionalità. «Abbiamo raggiunto anche le quaranta nazionalità – continua Tonino Cau –. Inizialmente i partecipanti erano quasi tutti senegalesi e soltanto uomini. Poi, pian piano, attraverso alcuni nostri tentativi, le donne hanno cominciato ad affacciarsi alla scuola, fino a superare anche il numero degli uomini. Abbiamo fatto un bel percorso. Io sono innamorato di questa realtà». Fondato negli anni Novanta su impulso di Tonino Cau e di altri volontari, il Labint è oggi presieduto da Ali Cisse, mentre la vicepresidente è Diana Toska. Il coordinatore generale è invece Dario Maiore.
Inaugurata 25 anni fa, la scuola di italiano del Laboratorio interculturale tornerà a operare questa sera nelle aule del liceo scientifico Mossa. In cattedra ci saranno gli insegnanti che hanno a cuore i valori dell’integrazione e del multiculturalismo.
Ma la squadra non è stata ancora completata. Il Labint è infatti alla ricerca di ulteriori insegnanti pronti a mettere a disposizione degli altri una parte del loro tempo.
Scuola di italiano. Si tratta di uno dei progetti più importanti tra quelli messi in campo dal Labint. Grazie alla scuola inaugurata nel 1996, centinaia di immigrati hanno potuto imparare a parlare, a leggere e a scrivere in italiano. «Chi frequenta la nostra scuola ha bisogno di dialogare, di farsi capire. La lingua è essenziale, soprattutto nei luoghi di lavoro. Per questo è nostra intenzione affiancare all’attività della scuola anche dei corsi di specializzazione, magari con la collaborazione delle associazioni di categoria» spiega Tonino Cau, un uomo da sempre dalla parte degli ultimi, fondatore del Labint e coordinatore del progetto scuola. Le attività prenderanno il via oggi al liceo scientifico con le iscrizioni. Le lezioni si svolgeranno, per tutto l’anno scolastico, ogni martedì e ogni giovedì dalle 17.45 alle 20.15, sempre al liceo Mossa. Naturalmente servirà il green pass. Chi non dovesse averlo, potrà richiederlo con l’aiuto dei volontari del Labint.
Servono insegnanti. Il Laboratorio interculturale lancia poi un messaggio a tutti gli insegnanti del territorio. «Abbiamo bisogno di loro – spiega Tonino Cau –. Contiamo già un certo numero, ma ne servono di più. Abbiamo alcune classi composte da alunni analfabeti, anche per quanto riguarda la lingua madre. Dunque, possono servire anche due o tre insegnanti per classe. In questo modo gli studenti potranno essere seguiti al meglio». Per informazioni e adesioni si può telefonare al numero 338 8277767 o inviare una mail all’indirizzo labint.olbia@gmail.com.
L’integrazione. La scuola del Labint, che un anno fa si era fermata a causa della pandemia, coinvolge gli immigrati di diverse nazionalità. «Abbiamo raggiunto anche le quaranta nazionalità – continua Tonino Cau –. Inizialmente i partecipanti erano quasi tutti senegalesi e soltanto uomini. Poi, pian piano, attraverso alcuni nostri tentativi, le donne hanno cominciato ad affacciarsi alla scuola, fino a superare anche il numero degli uomini. Abbiamo fatto un bel percorso. Io sono innamorato di questa realtà». Fondato negli anni Novanta su impulso di Tonino Cau e di altri volontari, il Labint è oggi presieduto da Ali Cisse, mentre la vicepresidente è Diana Toska. Il coordinatore generale è invece Dario Maiore.
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