“Nizzi quinto”, giunta pronta o quasi

I dilemmi del sindaco. Nell’esecutivo quattro uomini e quattro donne scelti tra i più votati. Lega, forse assessore esterno

OLBIA. Tutti in attesa di un posto d’onore alla corte di re Settimo. Il sindaco Nizzi è al lavoro per varare la nuova giunta. Otto assessorati, quattro dei quali in rosa come prevede la legge. Più l’incarico di presidente del Consiglio, vicesindaco e capogruppo di maggioranza. Salta l’impegno di nominare gli assessori in tempi flash come il collega milanese, Beppe Sala, che aveva archiviato la pratica assessori in cinque giorni. Solo ieri mattina sono stati consegnati all’ufficio elettorale i verbali delle elezioni, che poi sono andati alla segreteria comunale. Un lavoro complesso, fatto su fogli excel e non con un software capace di mettere il turbo alla verifica dei voti. Attesa oggi la convalida degli eletti.

Meritocrazia. Il criterio che il sindaco Nizzi seguirà è la meritocrazia. Lo ha detto e ribadito lui stesso. «Non sono un sindaco che ama cose strane. Il merito è merito e giustamente chi meglio ha fatto ha più possibilità». La stessa linea fu seguita nel 2016.

FI super star. Sulla base del merito Forza Italia, lista panzer della coalizione di centrodestra, avrà quattro assessorati. Di regola uno sarebbe dovuto andare al più votato, Angelo Cocciu, ma il più amato dagli olbiesi (1549 preferenze), in quanto consigliere regionale non può avere un ruolo in giunta. Resterà comunque in aula a onorare il mandato degli elettori e non darà le dimissioni. Seguono Sabrina Serra (842) e Marco Balata (690). Entrambi promossi dalle urne come assessori uscenti potrebbero essere riconfermati al Turismo e alla Pubblica Istruzione. Qualcuno avrebbe pensato a Serra come presidente del Consiglio. Dalla sua la conoscenza del regolamento, la giusta autorevolezza per tenere l’aula, la stima dell’opposizione. Sarebbe anche la prima donna a ricoprire l’ incarico. Ma per il suo dinamismo in molti la vedono più con un ruolo operativo e vicesindaco. Impossibile non assegnare poi un assessorato alla giovane Elena Casu, che con 651 voti ha conquistato sul campo un posto in giunta. A questo punto il quarto assessorato azzurro dovrebbe andare a Bastianino Monni, 620 preferenze, ex presidente della commissione Urbanistica.

I partiti. I Riformatori, primo partito della coalizione di centrodestra dopo Forza Italia e Lista Nizzi, ha diritto a un assessorato. Alessandro Fiorentino, 302 voti, entrerebbe di diritto. Ma l’esigenza di colorare di rosa la giunta potrebbe far tornare in pole position Monica Fois, seconda più votata con 286 preferenze e assessore uscente.

Il Psd’Az si coccola il suo uomo forte, Marzio Altana, destinato a un assessorato. Il partito chiede un incarico di peso, come l’Urbanistica, ma la percentuale raggiunta, il 3,94%, la fa apparire una richiesta un tantino sovradimensionata.

Il caso Lega. Il debutto in Consiglio delle casacche verdi è complicato. A evitare il flop della lista sono stati esponenti non leghisti. A partire dal più votato, Vanni Sanna, che ha corso sotto il simbolo di Alberto Da Giussano pur essendo Uds, e con i suoi 241 voti ha trainato il Carroccio. Un peccato originale mal digerito dal partito stesso. I ben informati dicono che si stia ragionando su una figura esterna per occupare l’eventuale posto in giunta, puntando a una delega come la sicurezza. Circolano i nomi del coordinatore cittadino Filippo Emma e di Tamara Di Iorio.

L’enigma donne. In giunta sono obbligatorie quattro donne. Confermando Sabrina Serra assessore, insieme a Simonetta Lai della Lista Nizzi e a Elena Casu di Fi, ne mancherebbe comunque una. Per chiudere la quaterna rosa bisognerebbe quindi fare uno strappo al criterio della meritocrazia e pescare nelle liste lady con meno voti. Sempre che i maschietti siano d’accordo.

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