L’addio di Trinità al grande collezionista d’arte

Si è spento a 85 anni Paolo Dal Bosco: amava il paese costiero e per anni organizzò qui tante mostre

TRINITÀ D’AGULTU. L’uomo che ha fatto sì che Trinità diventasse per una ventina di anni uno dei centri più dinamici e attraenti dell’estate culturale sarda è scomparso pochi giorni fa a Trento. Ottantacinquenne, Paolo Dal Bosco, collezionista d’arte di grande fama, trentino di nascita, incantato dalla Sardegna e dai paesaggi costieri della Gallura, scelse Trinità come luogo d’elezione in cui trascorse diversi mesi dell’anno e non solo il periodo in cui, staccata la spina dagli impegni del quotidiano, si ha finalmente il tempo di concedersi le vacanze.

Il suo radicamento nella comunità di Trinità è stato così forte da esprimere il desiderio di venire sepolto proprio nel cimitero del paese. Una richiesta accolta con favore dal Comune gallurese che ha spesso dimostrato riconoscenza verso Paolo Dal Bosco, tanto da assegnargli anche il titolo di cittadino onorario. Tra i sogni di Dal Bosco e dei tanti che ne hanno condiviso in amicizia l’impegno per la crescita culturale del paese (l’ex parroco don Gianni Sini, ad esempio, ma anche l’ingegnere Agostino Muretti, Giulia Erriu e l’ex sindaco Piero Sotgiu) vi era l’istituzione a Trinità di una scuola d’arte, un luogo di formazione specialistica da destinare, anche sotto la forma di una summer school, a quei giovani che avrebbero voluto saperne di più di litografia, acqueforti e, più in generale, di grafica incisoria, settori in cui il collezionista trentino sapeva muoversi con impareggiabile perizia. «Le ultime opere proposte in occasione delle mostre estive - dichiara la professoressa Giulia Erriu, presidente dell’associazione culturale Agostino Muretti - sono state quelle di Anselmo Bucci». Un ciclo sulla sciagura della grande guerra, messo in mostra grazie alla collaborazione con l’Università di Sassari che con il suo Dipartimento di Scienze umanistiche ha sempre colto l’importanza degli eventi culturali estivi organizzati a Trinità. Basterebbe, d’altronde, pensare solo ai nomi degli artisti le cui opere quasi sempre grafiche sono state esposte, grazie a Dal Bosco, a Trinità. S’iniziò con Dürer, e poi seguirono Rembrandt, Goya, Picasso, Chagall, Dalì, Henry Moore e tanti altri. A Trinità hanno esposto anche alcuni dei nomi più altisonanti del movimento artistico contemporaneo come Marco Lodola.

Per discutere di arte e inaugurare le mostre sono, inoltre, intervenuti ospiti d’eccezione come Franco Di Mare, direttore di Rai Tre, che presentò i “Disastri” di Goya, denuncia delle mostruosità di cui può rendersi capace la guerra. La generosità di Paolo Dal Bosco e le grandi attenzioni sempre dimostrate nei confronti del paese sono documentate anche dal grande dipinto della Crocefissione attribuito al pittore fiammingo Hans Jordaens il vecchio donato alla popolazione e custodito nella chiesa parrocchiale del paese dopo essere stato acquistato, nel 1999, in un’asta ad Amsterdam.

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