cinema
Visioni sarde al Politecnico Argonauti
Oggi in via Garibaldi la tappa olbiese del circuito di cortometraggi
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OLBIA. Oggi al Politecnico Argonauti, in via Garibaldi 41, alle 19.30 si svolge la tappa olbiese del percorso Visioni sarde, circuito per cortometraggi promosso dalla Cineteca di Bologna e nato grazie alla Federazione delle associazioni sarde in Italia che concorre alla diffusione della cinematografia isolana attraverso la rete dei suoi circoli degli emigrati diffusi nella penisola. Il progetto Visioni sarde è nato nel 2014 per promuovere e valorizzare nel mondo il cinema sardo. Con tale scopo la Cineteca di Bologna ha offerto la prestigiosa ribalta di “Visioni italiane”, aggiungendo alle sezioni tematiche del festival (concorso Visioni italiane, concorso Visioni doc, concorso Visioni ambientali, concorso Visioni acquatiche) il concorso Visioni sarde, focalizzato sulla produzione dei giovani cineasti dell’isola. Agli autori sardi è offerta così l’occasione di raggiungere il più vasto pubblico nazionale e anche internazionale.
Il progetto Visioni sarde è patrocinato da Comune di Olbia nell’ambito del bando promosso dall’assessorato alla Cultura e al quale il Politecnico Argonauti partecipa da diversi anni sempre con ottimi risultati. Il programma prevede la proiezione delle seguenti opere: “Dakota Dynamite” di Valerio Burli, “Destino” di Bonifacio Angius, “Fogu” di Alberta Raccis, “Fragmenta” di Angelica Demurtas, “Gabriel” di Enrico Pau, “L'abbraccio” di Paola Manno, “Lasciami andare” di Roberta Carta e “Valerio” di Gianni Cesaraccio.
Il progetto Visioni sarde è patrocinato da Comune di Olbia nell’ambito del bando promosso dall’assessorato alla Cultura e al quale il Politecnico Argonauti partecipa da diversi anni sempre con ottimi risultati. Il programma prevede la proiezione delle seguenti opere: “Dakota Dynamite” di Valerio Burli, “Destino” di Bonifacio Angius, “Fogu” di Alberta Raccis, “Fragmenta” di Angelica Demurtas, “Gabriel” di Enrico Pau, “L'abbraccio” di Paola Manno, “Lasciami andare” di Roberta Carta e “Valerio” di Gianni Cesaraccio.
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