LA DENUNCIA DEL SIULP
«Negli alloggi della polizia non c’è acqua calda da due mesi»
OLBIA. Da più due mesi negli alloggi collettivi del commissariato di polizia non c’è acqua calda. Un problema sollevato dallo scorso agosto dal segretario provinciale del Siulp Massimiliano Pala, ma...
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OLBIA. Da più due mesi negli alloggi collettivi del commissariato di polizia non c’è acqua calda. Un problema sollevato dallo scorso agosto dal segretario provinciale del Siulp Massimiliano Pala, ma ancora oggi non è arrivata nessuna risposta e, soprattutto, il guasto non è stato riparato.
Ecco perché il sindacato alza di nuovo la voce.
«La situazione è pesante e i disagi insopportabili - attacca Pala -. La prima segnalazione risale all’11 agosto ma nulla è ancora successo. Non c’è acqua né per utilizzare i sanitari né per fare una doccia. Inammissibile andare avanti in questo modo: gli alloggi collettivi di servizio devono garantire tutte le comodità, necessarie al giusto riposo e al recupero delle energie psico-fisiche, come una doccia con acqua calda dopo ore di servizio in strada e prima di passare ad altre mansioni. Riteniamo che il benessere del personale nei luoghi di lavoro debba essere sempre assicurato, ma l’intervento risolutore che in due occasioni abbiamo già sollecitato non c’è ancora stato».
Nella seconda segnalazione (a settembre), inviata sempre dal Siulp provinciale al questore e per conoscenza alle segreterie regionale e nazionale del sindacato, è stato ricordato il mancato funzionamento dell’impianto. «E così uomini e donne della polizia che fanno turni continuativi e non, sono costretti ancora oggi a usare l’acqua fredda per potersi lavare. Ma nonostante gli appelli, la condizione incresciosa permane. Da parte nostra - chiude Pala - non è tollerabile convivere con un’emergenza di questo tipo. Se il ritardo fosse stato legato, in un primo momento, a questioni burocratiche, adesso non ci sono più giustificazioni. E si deve intervenire una volta per tutte».
Ecco perché il sindacato alza di nuovo la voce.
«La situazione è pesante e i disagi insopportabili - attacca Pala -. La prima segnalazione risale all’11 agosto ma nulla è ancora successo. Non c’è acqua né per utilizzare i sanitari né per fare una doccia. Inammissibile andare avanti in questo modo: gli alloggi collettivi di servizio devono garantire tutte le comodità, necessarie al giusto riposo e al recupero delle energie psico-fisiche, come una doccia con acqua calda dopo ore di servizio in strada e prima di passare ad altre mansioni. Riteniamo che il benessere del personale nei luoghi di lavoro debba essere sempre assicurato, ma l’intervento risolutore che in due occasioni abbiamo già sollecitato non c’è ancora stato».
Nella seconda segnalazione (a settembre), inviata sempre dal Siulp provinciale al questore e per conoscenza alle segreterie regionale e nazionale del sindacato, è stato ricordato il mancato funzionamento dell’impianto. «E così uomini e donne della polizia che fanno turni continuativi e non, sono costretti ancora oggi a usare l’acqua fredda per potersi lavare. Ma nonostante gli appelli, la condizione incresciosa permane. Da parte nostra - chiude Pala - non è tollerabile convivere con un’emergenza di questo tipo. Se il ritardo fosse stato legato, in un primo momento, a questioni burocratiche, adesso non ci sono più giustificazioni. E si deve intervenire una volta per tutte».
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