L’assessore: il Comune paga l’affitto in anticipo ma non ci danno le case
OLBIA. Non nasconde la preoccupazione per il futuro delle famiglie rom integrate destinate a restare senza casa. Simonetta Lai, riconfermata assessore ai Servizi sociali, ammette di non avere...
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OLBIA. Non nasconde la preoccupazione per il futuro delle famiglie rom integrate destinate a restare senza casa. Simonetta Lai, riconfermata assessore ai Servizi sociali, ammette di non avere soluzioni. «Il caso dei Seferovic non è l’unico – spiega Lai –. A breve scadranno tutti i contratti di affitto delle case in cui con fatica avevano trovato posto cinque nuclei che prima vivevano a Sa Corroncedda. Majkon e le sue sorelle hanno avuto accoglienza al dormitorio perché temporaneamente vuoto. Non è una grande sistemazione, ma almeno è un tetto per la notte. A fine mese avremo per strada una famiglia con minori. Le risorse per pagare l’affitto ci sono, ma non si trova un appartamento».
L’assessore Lai non nasconde le difficoltà. «Più volte ho cercato di portare all’attenzione della comunità il problema e capisco anche alcuni padroni di casa – spiega –. Sarebbero anche disposti ad affittare ma ci sono le resistenze dei vicini o quelle del condominio. A oggi non c’è possibilità di locazione». Il Comune non ha locali di sua proprietà da mettere a disposizione. «Ne parlerò in settimana con il sindaco – aggiunge l’assessore – anche se la politica abitativa non è al Comune ma all’Area. I terreni individuati per costruire nuove residenze pubbliche è ad alto rischio idraulico dal 2013. L’iter si è fermato. A Olbia non si realizzano appartamenti Area dal 2001». Il progetto di inclusione sociale e abitativa destinato alle famiglie rom ammontava a 420 mila euro. Fondi Ue per favorire l’integrazione. «Il pagamento anticipato e cumulativo dei canoni è stato in alcuni casi un incentivo. Alcune famiglie si sono comportare bene, altre meno. In generale resta molta diffidenza nei loro confronti, sebbene abbiano scelto un percorso di vita dentro la città. Certo la burocrazia da un lato e il Covid dall’altro, non hanno consentito di avviare le iniziative parallele per favorire l’ integrazione». Solo adesso partirà il progetto di educativa. Sono in corso le procedure di aggiudicazione della gara. «Un progetto di insegnamento e accompagnamento a una vita normale, di apprendimento di regole comportamentali, diritti e doveri del buon cittadino, come il pagamento delle bollette e delle tasse. Ma le due comunità, olbiese e rom, solo se faranno ciascuna un passo verso l’altra, troveranno il punto di contatto. Queste persone non vogliono tornare a vivere tra rifiuti ed elemosina. Ma il mercato immobiliare è chiuso, è in sofferenza. Una situazione destinata a diventare drammatica». (se.lu.)
L’assessore Lai non nasconde le difficoltà. «Più volte ho cercato di portare all’attenzione della comunità il problema e capisco anche alcuni padroni di casa – spiega –. Sarebbero anche disposti ad affittare ma ci sono le resistenze dei vicini o quelle del condominio. A oggi non c’è possibilità di locazione». Il Comune non ha locali di sua proprietà da mettere a disposizione. «Ne parlerò in settimana con il sindaco – aggiunge l’assessore – anche se la politica abitativa non è al Comune ma all’Area. I terreni individuati per costruire nuove residenze pubbliche è ad alto rischio idraulico dal 2013. L’iter si è fermato. A Olbia non si realizzano appartamenti Area dal 2001». Il progetto di inclusione sociale e abitativa destinato alle famiglie rom ammontava a 420 mila euro. Fondi Ue per favorire l’integrazione. «Il pagamento anticipato e cumulativo dei canoni è stato in alcuni casi un incentivo. Alcune famiglie si sono comportare bene, altre meno. In generale resta molta diffidenza nei loro confronti, sebbene abbiano scelto un percorso di vita dentro la città. Certo la burocrazia da un lato e il Covid dall’altro, non hanno consentito di avviare le iniziative parallele per favorire l’ integrazione». Solo adesso partirà il progetto di educativa. Sono in corso le procedure di aggiudicazione della gara. «Un progetto di insegnamento e accompagnamento a una vita normale, di apprendimento di regole comportamentali, diritti e doveri del buon cittadino, come il pagamento delle bollette e delle tasse. Ma le due comunità, olbiese e rom, solo se faranno ciascuna un passo verso l’altra, troveranno il punto di contatto. Queste persone non vogliono tornare a vivere tra rifiuti ed elemosina. Ma il mercato immobiliare è chiuso, è in sofferenza. Una situazione destinata a diventare drammatica». (se.lu.)
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