La Nuova Sardegna

Olbia

il processo per Frode fiscale in Costa smeralda  

Ancora mistero sulla notifica al miliardario Tom Barrack

di Tiziana Simula
Ancora mistero sulla notifica al miliardario Tom Barrack

ARZACHENA. Di rinvio in rinvio. E il mistero della notifica a Tom Barrack continua. Il finanziere americano, caro amico e superconsulente di Donald Trump, dev’essere processato nel tribunale di...

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ARZACHENA. Di rinvio in rinvio. E il mistero della notifica a Tom Barrack continua. Il finanziere americano, caro amico e superconsulente di Donald Trump, dev’essere processato nel tribunale di Tempio per una presunta frode fiscale di 170 milioni di euro per il passaggio di mano della Costa Smeralda, avvenuto nella primavera 2012, dalla Colony Capital al fondo sovrano del Qatar. Ma dopo anni di ricerche – nel luglio 2017 era stato dichiarato irreperibile dal pubblico ministero insieme ad altri imputati americani – non è ancora certo che il finanziere abbia ricevuto gli atti. Quella di ieri è stata un’udienza lampo: non c’è la prova dell’avvenuta notifica a Barrack (non è tornata indietro la cartolina). Il nuovo giudice titolare del procedimento, cambiato ancora una volta (a Marcella Pinna è subentrato Alessandro Cossu), ha quindi rinviato l’udienza al 6 dicembre. Barrack insomma continua a essere irrintracciabile dal tribunale di Tempio. Così, a un anno e mezzo dal rinvio a giudizio, il processo per il finanziere americano e gli altri dodici imputati, non si è ancora aperto, impantanato nelle questioni preliminari relative alle notifiche, mentre i reati contestati si avviano verso la prescrizione.

Di sicuro non hanno avuto problemi a rintracciarlo, gli agenti del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti che, a luglio, lo hanno arrestato a Los Angeles con l'accusa di aver fatto segretamente lobby per alcuni Paesi del Golfo come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, interessati ad influenzare la campagna presidenziale di Donald Trump e la sua successiva amministrazione dopo la vittoria alle presidenziali americane del 2016. Ma Barrack è uscito dal carcere pochi giorni dopo l’arresto, in seguito al pagamento di una cauzione di 250 milioni di dollari.

Attraverso la società Colony Capital, nel 2003, il finanziere americano acquisì la proprietà della Costa Smeralda dal gruppo Starwood per 290 milioni. Rimase proprietario sino al maggio del 2012, quando, con un’operazione che fu poi oggetto di indagine da parte della Procura di Tempio, la cedette alla Qatar Holding. Secondo l’inchiesta condotta dall’allora procuratore Domenico Fiordalisi, nella vendita, Barrack e altri dodici imputati – tra i quali il consulente fiscale Stefano Morri, Mariano Pasqualone, all’epoca dei fatti amministratore della Sardegna Resort, i manager della Colony, il consigliere d’amministrazione della Colony, Andrea Ottaviano, e il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico –, avrebbero, in concorso tra loro, in maniera fraudolenta, sottratto somme al fisco italiano calcolate in 170 milioni di euro, dovuti per le plusvalenze tra il costo iniziale e quello finale di vendita.

«Accuse insussistenti», ribattono le difese.

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