Sos cinghiali a La Maddalena, il direttore del Parco al lavoro
LA MADDALENA. L’emergenza cinghiali in cima alla lista degli impegni del direttore facente funzioni del Parco Yuri Donno insediato da meno di una settimana. Il problema degli ibridi di maiale-cinghial...
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LA MADDALENA. L’emergenza cinghiali in cima alla lista degli impegni del direttore facente funzioni del Parco Yuri Donno insediato da meno di una settimana.
Il problema degli ibridi di maiale-cinghiale è emerso in tutta la sua gravità dallo scorso inverno, per poi proseguire in piena stagione estiva. Gli animali, affamati, si spingono ormai verso le case e la loro presenza, ormai in numero notevole, crea problemi alla sicurezza delle persone e degli automobilisti.
Ovvio che gli animali non attacchino l’uomo a meno che non si sentano minacciati, ma è altrettanto vero che in situazioni di panico non si sa bene quello che può succedere. Il direttore Donno sta dando seguito al piano di eradicazione degli animali, annunciato dal Parco nel 2019 ma varato dal direttivo dell’ente solo alla fine di agosto. Sono previsti gli abbattimenti selettivi dei capi e anche la cattura. Un programma che punta all’obiettivo con due modalità di intervento. La missione finale è la salvaguardia della biodiversità del Parco e la conservazione delle specie autoctone attraverso l’eradicazione totale. Si tratta di un piano da realizzare in cinque anni. Per l’avvio degli abbattimenti il Parco collabora con il Comune a cui spettano le ordinanze per interdire le aree di caccia.
Il problema degli ibridi di maiale-cinghiale è emerso in tutta la sua gravità dallo scorso inverno, per poi proseguire in piena stagione estiva. Gli animali, affamati, si spingono ormai verso le case e la loro presenza, ormai in numero notevole, crea problemi alla sicurezza delle persone e degli automobilisti.
Ovvio che gli animali non attacchino l’uomo a meno che non si sentano minacciati, ma è altrettanto vero che in situazioni di panico non si sa bene quello che può succedere. Il direttore Donno sta dando seguito al piano di eradicazione degli animali, annunciato dal Parco nel 2019 ma varato dal direttivo dell’ente solo alla fine di agosto. Sono previsti gli abbattimenti selettivi dei capi e anche la cattura. Un programma che punta all’obiettivo con due modalità di intervento. La missione finale è la salvaguardia della biodiversità del Parco e la conservazione delle specie autoctone attraverso l’eradicazione totale. Si tratta di un piano da realizzare in cinque anni. Per l’avvio degli abbattimenti il Parco collabora con il Comune a cui spettano le ordinanze per interdire le aree di caccia.
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