L’addio di Olbia al re degli occhiali
Il ricordo di “Tetello” Fontana: una vita tra lenti, montature e tanta ironia
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OLBIA. Il suo era un mondo fatto di lenti e montature eleganti. Antonello Fontana era un artista degli occhiali. La prova era il pollice della mano destra: così piatto, piegato all’indietro, modificato da tutto quel tempo passato a montare, tagliare e assemblare pezzi di occhiali. Ottico da una vita, Antonello Fontana, che in città tutti chiamavano Tetello, era una vera istituzione. Innanzitutto perché, nel suo mestiere, era uno particolarmente bravo. E poi perché al talento sapeva bene come abbinare simpatia e pura ironia. La notizia della sua morte, avvenuta nei giorni scorsi, ha così inevitabilmente colpito tutti. Le bacheche dei social sono invase di ricordi. Aneddoti e pensieri digitati da chi lo conosceva, da chi da lui andava per acquistare degli occhiali o da chi era abituato a vederlo passeggiare in centro, con la montatura dello stesso colore della cravatta, della camicia o del maglione.
Ottica Fontana. Antonello Fontana aveva 78 anni. E ne aveva poco più di 20 quando, nella sua Olbia, decise di aprire un negozio di ottica. «Da ragazzo seguii un corso a Genova – aveva raccontato lui stesso alla Nuova Sardegna -. Poi, una volta diventato ottico, nel 1966 aprii un negozio in piazza Matteotti, che all'epoca era un grande parcheggio. Vicino c'era poi piazza Mercato, col mercato civico sempre molto affollato». Negli anni Ottanta, invece, il trasferimento nell’attuale negozio, sempre nel centro storico, al piano terra dell’antico palazzo tra via Angioy e via Porto Romano. Ad affiancarlo, in questa lunga avventura, la moglie Lietta Campesi e molti anni più tardi la figlia Nicoletta, anche lei ottico e ora alle redini dell’attività di famiglia. L’altra figlia, Gaia, fa invece l’avvocato.
Il pluripremiato. La lunga carriera di Antonello Fontana, che fu anche tra i fondatori del circolo nautico olbiese, è stata più volte celebrata dalle associazioni di settore. L’ottico olbiese aveva ricevuto degli attestati in occasione dei 30, dei 40 e dei 50 anni di attività. Due anni fa, invece, Antonello Fontana era stato convocato a Firenze dall’Associazione italiana ottici e optometristi, per comunicargli l’ingresso nel Club dei maestri ottici. Una onorificenza dedicata solo a chi può vantare una lunga carriera maturata sul campo, tra le mura di storiche botteghe. «Se sono contento? Senza dubbio. Innanzitutto perché vuol dire che sono ancora in vita. E non è poco» aveva detto con grande ironia sempre alla Nuova Sardegna. Adesso, però, Antonello Fontana non c’è più. Ma il nome e il ricordo rimarranno, come accade per tutte quelle persone che, con il loro lavoro e con il loro modo di approcciarsi alla vita, riescono a lasciare il segno nella storia di una città. (d.b.)
Ottica Fontana. Antonello Fontana aveva 78 anni. E ne aveva poco più di 20 quando, nella sua Olbia, decise di aprire un negozio di ottica. «Da ragazzo seguii un corso a Genova – aveva raccontato lui stesso alla Nuova Sardegna -. Poi, una volta diventato ottico, nel 1966 aprii un negozio in piazza Matteotti, che all'epoca era un grande parcheggio. Vicino c'era poi piazza Mercato, col mercato civico sempre molto affollato». Negli anni Ottanta, invece, il trasferimento nell’attuale negozio, sempre nel centro storico, al piano terra dell’antico palazzo tra via Angioy e via Porto Romano. Ad affiancarlo, in questa lunga avventura, la moglie Lietta Campesi e molti anni più tardi la figlia Nicoletta, anche lei ottico e ora alle redini dell’attività di famiglia. L’altra figlia, Gaia, fa invece l’avvocato.
Il pluripremiato. La lunga carriera di Antonello Fontana, che fu anche tra i fondatori del circolo nautico olbiese, è stata più volte celebrata dalle associazioni di settore. L’ottico olbiese aveva ricevuto degli attestati in occasione dei 30, dei 40 e dei 50 anni di attività. Due anni fa, invece, Antonello Fontana era stato convocato a Firenze dall’Associazione italiana ottici e optometristi, per comunicargli l’ingresso nel Club dei maestri ottici. Una onorificenza dedicata solo a chi può vantare una lunga carriera maturata sul campo, tra le mura di storiche botteghe. «Se sono contento? Senza dubbio. Innanzitutto perché vuol dire che sono ancora in vita. E non è poco» aveva detto con grande ironia sempre alla Nuova Sardegna. Adesso, però, Antonello Fontana non c’è più. Ma il nome e il ricordo rimarranno, come accade per tutte quelle persone che, con il loro lavoro e con il loro modo di approcciarsi alla vita, riescono a lasciare il segno nella storia di una città. (d.b.)
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