La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, Nizzi fa un discorso sulla legalità e poi giura

Serena Lullia
Il sindaco Settimo Nizzi giura sulla Costituzione
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Il sindaco Settimo Nizzi giura sulla Costituzione

Con la frase di rito: "Giuro di osservare la Costituzione" il primo cittadino inizia il quinto mandato 

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OLBIA. L' applauso dell'aula arriva dopo il giuramento di rito. Il sindaco Settimo Nizzi solleva la mano destra e pronuncia le parole che sanciscono l'avvio ufficiale del suo quinto mandato in fascia tricolore: «Giuro di osservare la Costituzione, le sue leggi, i regolamenti e tutte le istituzioni. Lo giuro». 

Qualche minuto prima Nizzi aveva fatto un discorso sulla legalità. Non un tema a caso, ma in risposta alla polemica nata dopo la presa d'atto della procedura di incompatibilità di Augusto Navone, votata dalla maggioranza. La minoranza non aveva partecipato al voto. 

«Ho sentito le esternazioni da parte di alcuni consiglieri del più alto consesso cittadino e devo dire che noi siamo perché la legalita viga in questo Consiglio - dice Nizzi -. Perché la politica non può prevaricare la legge. La politica dipende dalla legge. La politica fa le leggi in Parlamento, in Regione, noi facciamo i regolamenti, ma la legge è sopra di tutto. Noi siamo per mandare avanti la nostra città, cosi come sempre abbiamo fatto. Noi siamo per condividere le cose, ma non per perdere tempo. Siamo per discutere ma per prendere decisioni. Vorremmo prenderle all’unanimità, perché dà una parvenza di unità. Noi l’unità la dobbiamo ai nostri concittadini, nel fare le cose buone ed evitare quelle cattive con atti concreti. Io sono qui per continuare a fare il sindaco come ho sempre fatto. Essere rappresetante della nostra comunità senza fare sconti a nessuno, a nessun livello. Che gli sconti si fanno nei negozi. Quando ci si presenta a difendere la propria città uno non può tornare indietro. Non si possono fare sconti anche quando si hanno davanti persone della stessa parte politica o che noi stessi abbiamo sostenuto». 

Prima del suo intervento la consigliera più votata dell'opposizione, Ivana Russu, non aveva usato il guanto di seta per schiaffeggiare la maggioranza. «Chiaro che questa (la procedura di incompatibilità per Navone ndr) è una dichiarazione di guerra. Tolto l’aspetto giuridico è palese che non siano stati due cittadini X a portare la questione in aula, il tema aleggiava da giorni in città. Non ci si può aspettare che siano cinque anni di collaborazione. Il sindaco lo aveva annunciato gia in diverse interviste. Credo che sia un atto gravissimo e non siate stati capaci gia dall'inizio di assumervene la responsabilità. Ancora una volta mandate avanti la fanteria nascondendovi dietro i muretti a secco. Invece troverete una opposizione ferma, che si ricorda dei cinque anni passati in aula, che non è piu disposta a prendere schiaffi e a farsi insultare. Ancora una volta si va avanti con un atteggiamento di strafottenza, e noi saremo conseguenti. Faccio gli auguri a questo consiglio comunale sperando che a differenza di quello precedente voi consiglieri abbiate la forza e la responsabilità di avere teste pensanti che portino avanti l'interesse della città». 

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