«Massima mobilitazione per la sanità gallurese»
La Fsi Usae chiama a raccolta i sindaci del territorio e sollecita la Regione. «Tre ospedali in emergenza, a Olbia reparti accorpati per carenza di personale»
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. «Si continua a parlare di sanità al collasso in tutta l’isola, ma non ci si può dimenticare della Gallura. Anche in questa fetta di territorio la situazione è drammatica, con due ospedali (Tempio e La Maddalena) fortemente ridimensionati e con il Giovanni Paolo II di Olbia sull’orlo del precipizio».
La dura denuncia arriva da Vito Langiu (Fsi Usae) che chiama a raccolta i sindaci, i politici galluresi e la popolazione. «Ci vuole una mobilitazione vera - dice Langiu - perché così non si può andare avanti. E ci auguriamo in un intervento deciso e definitivo da parte dell’assessore regionale Mario Nieddu. Il nodo, come si sa, è sempre quello del prsonale. Negli ospedali della Gallura le dotazioni organiche sono state dimezzate e i livelli di assistenza sono arrivati ai minimi storici. Al Giovanni Paolo II, molti reparti essenziali per il territorio non riescono a soddisfare neanche il fabbisogno per la sola città di Olbia e ciò costringe gli utenti a rivolgersi altrove. Una situazione che ha portato anche all’accorpamento di alcune unità operative, come Ostetricia e Ginecologia. Al Paolo Dettori di Tempio non si opera più da mesi, eccetto poche apparizioni in sala da parte degli ortopedici, il Paolo Merlo della Maddalena sembra dimenticato e a Olbia si coprono solamente le urgenze e anche a fatica».
Poi un lungo elenco di altri reparti in emergenza. «Il laboratorio analisi - prosegue la Fsi-Usae - già da tempo lavora con l'organico ridotto e soddisfare le esigenze diventa quasi una missione impossibile. La Radiologia, che che ha sempre coperto le necessità di gran parte della Gallura, si trova in seria difficoltà e ha dovuto interrompere o allentare diverse prestazioni. In Ortopedia mancano gli Oss e il reparto di Utic-Emodinamica ha difficoltà a coprire i turni per carenza di personale infermieristico e di operatori socio sanitari. I pochi infermieri, per garantire il servizio di emodinamica, sono costretti a eseguire 13/14 reperibilità mensili a fronte delle 6/7 previste dal contratto».
E ancora. «Il reparto Mid, creato nel 2016 per ricoveri di bassa intensità di cura - continua Langiu - si trova a turnare con un infermiere e un Oss per turno lavorando pertanto non in sicurezza. Lo stesso personale, quando c’è la necessità, viene poi spostato in Medicina, a sua volta in difficoltà sempre a causa della carenza di infermieri e Oss. Come sindacato abbiamo più volte denunciato questa situazione, ma non è servito. E quindi: da una parte ci sono medici, infermieri, tecnici e Oss che devono sopportare turni massacranti e dall’altra ci sono gli utenti che non possono contare su un’assistenza adeguata. Ma ora basta: bisogna intervenire e mobilitarsi subito». (s.p.)
La dura denuncia arriva da Vito Langiu (Fsi Usae) che chiama a raccolta i sindaci, i politici galluresi e la popolazione. «Ci vuole una mobilitazione vera - dice Langiu - perché così non si può andare avanti. E ci auguriamo in un intervento deciso e definitivo da parte dell’assessore regionale Mario Nieddu. Il nodo, come si sa, è sempre quello del prsonale. Negli ospedali della Gallura le dotazioni organiche sono state dimezzate e i livelli di assistenza sono arrivati ai minimi storici. Al Giovanni Paolo II, molti reparti essenziali per il territorio non riescono a soddisfare neanche il fabbisogno per la sola città di Olbia e ciò costringe gli utenti a rivolgersi altrove. Una situazione che ha portato anche all’accorpamento di alcune unità operative, come Ostetricia e Ginecologia. Al Paolo Dettori di Tempio non si opera più da mesi, eccetto poche apparizioni in sala da parte degli ortopedici, il Paolo Merlo della Maddalena sembra dimenticato e a Olbia si coprono solamente le urgenze e anche a fatica».
Poi un lungo elenco di altri reparti in emergenza. «Il laboratorio analisi - prosegue la Fsi-Usae - già da tempo lavora con l'organico ridotto e soddisfare le esigenze diventa quasi una missione impossibile. La Radiologia, che che ha sempre coperto le necessità di gran parte della Gallura, si trova in seria difficoltà e ha dovuto interrompere o allentare diverse prestazioni. In Ortopedia mancano gli Oss e il reparto di Utic-Emodinamica ha difficoltà a coprire i turni per carenza di personale infermieristico e di operatori socio sanitari. I pochi infermieri, per garantire il servizio di emodinamica, sono costretti a eseguire 13/14 reperibilità mensili a fronte delle 6/7 previste dal contratto».
E ancora. «Il reparto Mid, creato nel 2016 per ricoveri di bassa intensità di cura - continua Langiu - si trova a turnare con un infermiere e un Oss per turno lavorando pertanto non in sicurezza. Lo stesso personale, quando c’è la necessità, viene poi spostato in Medicina, a sua volta in difficoltà sempre a causa della carenza di infermieri e Oss. Come sindacato abbiamo più volte denunciato questa situazione, ma non è servito. E quindi: da una parte ci sono medici, infermieri, tecnici e Oss che devono sopportare turni massacranti e dall’altra ci sono gli utenti che non possono contare su un’assistenza adeguata. Ma ora basta: bisogna intervenire e mobilitarsi subito». (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
