La Nuova Sardegna

Olbia

Le storie e i personaggi svelano la città di pietra

di Giuseppe Pulina
Le storie e i personaggi svelano la città di pietra

Trekking urbano a Tempio la passeggiata è stata scandita da letture e canti  Il progetto curato dallo studioso Nicola Vasa e sostenuto anche dal Comune

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TEMPIO. Passeggiare per il centro storico di Tempio, facendo tappa nei suoi luoghi storicamente più rilevanti e tentando di carpire i segreti che le vie di granito che ben la rappresentano sembrano avere custodito per secoli. È stata questa la piacevole suggestione che ha ispirato la XVIII Giornata nazionale del Trekking urbano alla quale hanno aderito quest’anno due città sarde: Tempio in Gallura e Oristano. «Un’occasione per conoscere ciò che non sappiamo del patrimonio storico e culturale la nostra città – ha dichiarato l’assessora comunale Elisabeth Vargiu – e farlo conoscere anche ad altri».

Organizzata dagli assessorati al Turismo e alla Cultura, la giornata dedicata al trekking urbano ha avuto successo e gratificato così gli sforzi di chi l’ha voluta e di chi, come lo studioso Nicola Vasa, che ne ha ideato e curato il progetto, l’ha anche fortemente sostenuta. Sua è stata, ad esempio, l’idea di scegliere come tema i “Poeti fuori dalle righe” e così anche la selezione dei testi di don Baignu Pes, Matteo Pirina Cucchéddu, Bernardo Sansan e Giulio Cossu, la cui lettura ha scandito i tempi della passeggiata, insieme ai pregevoli inserti musicali curati ed eseguiti da Vincenzo Murino, cantore della tradizione musicale della città di pietra. La prima delle cinque tappe del trekking urbano è stata la chiesa di Sant’Antonio, uno dei tanti edifici di culto di una città che è sempre stata sede di importanti strutture religiose e di culto. Ogni chiesa di Tempio ha il suo ricco bagaglio di storie e di segreti.

Non tutti sapevano, ad esempio, che proprio nella chiesa di Sant’Antonio, negli anni della dominazione spagnola, si celebrava il possesso del feudo. Ma è stata anche il luogo in cui, nel lontano 1670, venne celebrato per la prima volta il rito di San Giacomo e dei suoi cavalieri. Siamo vicini al periodo in cui Tempio tenta di ottenere dagli spagnoli il costoso titolo di città, un privilegio che diventerà un sogno finalmente realizzabile dopo un paio di secoli. Le tante storie racchiuse nello scrigno della memoria della chiesa di Sant’Antonio hanno dato modo a Nicola Vasa, impareggiabile affabulatore, di raccontare l’impresa di don Francesco Pes, il nobile tempiese che consegnò ai Savoia le chiavi del regno di Sardegna, investendoli, di fatto, di un titolo che non avevano ancora. Ogni spazio urbano inserito nel percorso si è rivelato un contenitore di tante storie. Come quella di Bernardo Sansan, formatosi nella ex scuola degli Scolopi e cioè quel regio ginnasio che, come ha ricordato Vasa, ha forgiato per diversi decenni le menti più brillanti dell’intellighenzia gallurese. La chiesa di Santa Croce, punto di arrivo della giornata, è stata, inoltre, l’occasione per far affiorare l’ennesima storia sconosciuta: quella di due diverse volontà testamentarie e del triste destino di don Misorro, uomo ricco come pochi suoi contemporanei, ma estremamente povero di affetti. Più che giustificata, alla fine, può dirsi la soddisfazione degli organizzatori (Nicola Vasa, in particolare) e di chi, come Vincenzo Murino, ha saputo impreziosire con la sua voce i tanti racconti della città di pietra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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