Morta nell’esplosione sentito in tribunale uno dei soccorritori
OLBIA. La casa sventrata, macerie ovunque e intorno un forte odore di gas. «Michelina Ena era sotto una trave in cemento armato. Era ancora viva». I concitati momenti del soccorso sono stati...
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OLBIA. La casa sventrata, macerie ovunque e intorno un forte odore di gas. «Michelina Ena era sotto una trave in cemento armato. Era ancora viva». I concitati momenti del soccorso sono stati ricostruiti ieri in aula dal barelliere del 118 che il 2 aprile 2015 intervenne in via Brunelleschi. Dopo le 8 del mattino, una violenta esplosione provocata da una fuga di gas sventrò la villetta a due piani dove la donna abitava. Michelina Ena, 84 anni, venne estratta viva dalle macerie e trasferita nel reparto grandi ustionati di Sassari, dove morì dopo quasi un mese di sofferenze. È proseguito ieri il processo per omicidio colposo che vede imputati Paolo Guglielmi, di Roma, legale rappresentante della Sarda reti gas, distributore del servizio di fornitura del gas Gpl, Maria Teresa Dettori, di Sassari, legale rappresentante della Dmt, ditta installatrice dell’impianto interno di distribuzione del gas che serviva l’utenza della vittima, Gabriele Melino, di Olbia, tecnico della Dtm addetto alla verifica di tenuta dell’impianto interno di distribuzione del gas e Fortunato Cangemi, di Acireale, tecnico incaricato della certificazione. Il perito nominato dalla Procura per accertare le cause dell’esplosione, sentito nell’udienza scorsa, aveva riferito al giudice Camilla Tesi, una serie di anomalie nell’allaccio del gas. La Sarda reti gas, assistita dall’avvocato Cesare Placanica, è stata citata in giudizio come responsabile civile per il risarcimento alle figlie della vittima, costituite parte civile attraverso l’avvocato Antonello Desini. Gli imputati, invece, sono difesi dagli avvocati Agostinangelo Marras e Sara Dettori, Carlo Selis, Giovanni Azzena, Jacopo Merlini. Gli ultimi testimoni saranno sentiti l’11 gennaio. (t.s.)
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