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La prima di Scanzi stasera al Carmine

La prima di Scanzi stasera al Carmine

Parte da Tempio la mini tournée isolana: un personale tributo a Giorgio Gaber

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TEMPIO. Durerà tre giorni la mini tournée di Andrea Scanzi nell’isola, dove riproporrà il suo personalissimo tributo a Giorgio Gaber. Oggi a Tempio, al Teatro del Carmine (ore 21) e, quindi, a seguire, domani e dopo, a Macomer e Lanusei. Per gli amanti di Gaber sarà un’occasione da non perdere, soprattutto per quanti hanno mancato l’appuntamento con “E pensare che c’era Giorgio Gaber” lo scorso anno, quando lo spettacolo diretto da Simone Rota sbarcò finalmente in Sardegna. Scritto e interpretato da Scanzi, il testo teatrale che sarà messo in scena al Carmine è soprattutto un atto d’amore, una sorta di tributo dovuto, all’artista che ha conosciuto quando aveva solo 17 anni e che, diventatogli amico, avrebbe dovuto assisterlo durante la discussione della tesi di laurea. Una tesi, guarda caso, incentrata proprio su Gaber e il cantautorato italiano di qualità. Inserito nel circuito Cedac, lo spettacolo su Gaber è uno degli eventi di punta della stagione teatrale del Carmine. Proporrà non il Gaber cantautore e musicista, ma il Gaber teatrale che si congeda dagli schermi televisivi per darsi al palcoscenico. Operazione che conseguirà i risultati più audaci e noti grazie alla collaborazione con l’amico pittore Sandro Luporini, insieme al quale scriverà e produrrà una lunga serie di testi teatrali. Uno di questi, “Il signor G”, del 1970, sarà inevitabilmente rievocato da Scanzi. Servirà per scandagliare il teatro gaberiano, meno noto di quanto potrebbe sembrare. “Il Gaber più forte – ha, non a caso, sempre fatto presente Scanzi – quello più geniale, è spesso quello che meno si conosce. Sono convinto che Gaber e Luporini siano stati profetici almeno quanto Pasolini. In ogni loro canzone e monologo ci sono degli elementi di lucidità, profezia e forza che sono qualcosa d’incredibile”. Quarantasettenne, toscano, giornalista, scrittore, Andrea Scanzi è conosciuto anche come volto televisivo. Ha scritto di tutto e di più, dai saggi sui suoi amati cantautori all’autobiografia del divin codino Roberto Baggio. Tra i titoli più fortunati: “Elogio dell’invecchiamento” e “Renzusconi”, pubblicato con Paper First nel 2017 e diventato, con "Salvimaio" dell’anno successivo, uno scoppiettante tour teatrale. All’opera teatrale su Gaber ha spesso associato una promessa: “portarla in tutti quei Comuni che, oltre a mettere in scena lo spettacolo, si impegneranno a intitolare una via, una biblioteca, o cosa riterranno più opportuno, a Giorgio Gaber”. Il tempo ci dirà se sarà così anche nella città dell’altrettanto amato De André. (g.pu.)

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