La Nuova Sardegna

Olbia

Nuovo porto turistico arrivano le prime offerte

di Giandomenico Mele
Nuovo porto turistico arrivano le prime offerte

L’Autorità di sistema ora dovrà procedere all’esame delle proposte ricevute Servirà un bando per l’assegnazione delle aree e la realizzazione dell’opera  

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OLBIA. Le prime offerte per la gestione del futuro porto turistico del Molo Brin sarebbero già arrivate negli uffici dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna. Dall’AdSp non arrivano conferme né smentite, ma il modello potrebbe essere quello di un partenariato pubblico-privato per la gestione delle aree demaniali da affidare in concessione e sulle quali sorgerà il nuovo porto turistico della città di Olbia. Dopo l’analisi delle offerte, dato per scontato che siano più di una quelle ricevibili, si dovrebbe procedere con la pubblicazione di un bando per la gestione, in regime di concessione demaniale, della banchina e degli spazi a terra retrostanti, compreso l’edificio esistente delle Ex Officine Mameli. La destinazione funzionale di tutto il Molo “Benedetto Brin” e delle banchine del Molo Vecchio alla nautica da diporto risulta pienamente coerente con il Piano urbanistico comunale di Olbia dove lo specchio acqueo i due moli è destinato allo “ampliamento di porto turistico”. Il progetto per il Brin e il Bosazza, nel golfo interno, dedicato alla nautica da diporto, aveva concluso l’ultimo passaggio burocratico con l’assenza di obiezioni da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici. L’Adsp, dunque, potrà ora procedere nell’analisi delle proposte.

Il bando. Dovrebbe servire quindi un bando di gara per aggiudicare la realizzazione dell’opera, scegliendo tra tutte le proposte progettuali che saranno presentate. Ci sono progetti già formalizzati e altri in corso di elaborazione. Presto le novità. Il piano di sviluppo portuale prevede il rilancio del Molo Brin verso il diportismo, un distretto della cantieristica nell’area ex Palmera, la progettazione di una canaletta di servizio per le imbarcazioni e la razionalizzazione delle concessioni per la nautica nelle due anse del porto interno.

Il molo Brin. Nella strategia di sviluppo per la nautica da diporto, rientrerà anche l’edificio ex Officine Mameli che nel 2013 erano tornate sotto l’egida del Demanio: oggi l’edificio è abbandonato, in cattivo stato di conservazione. In futuro sarà utilizzato per servizi portuali connessi alla nautica da diporto. Per la banchina meridionale del Molo Brin (lunga 305 metri e larga 61) e per la banchina orientale del Molo Vecchio (larga 73 metri e lunga 130) è prevista la realizzazione - analogamente all’altra banchina del Molo Brin già utilizzata per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto - di una passerella in legno con tutti gli arredi necessari per l’ormeggio. Sarà utilizzato il sistema “a pendino” delle imbarcazioni da diporto (bitte, anelloni, corpi morti, catenaria, trappe di ormeggio e pendino), con tutti gli impianti tecnici e le colonnine di servizio. Previsto un impianto per l’aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni in prossimità della testata del molo Brin.

La Quay Royal. Al momento l’unico progetto rimasto in campo dal passato sarebbe quello della Quay Royal, società di imprenditori olbiesi nata da una costola della General port service, che attualmente resta nella compagine azionaria della Sinergest, insieme al Comune di Olbia. La Quay Royal nel 2014 era pronta a costruire un polo per maxi yacht sul Molo Brin. Il Tar Sardegna nel 2015 aveva annullato gli atti del Comune, con Giovannelli sindaco, che aveva prima sospeso e poi bocciato il progetto di riqualificazione del waterfront. L'iter del progetto Quay Royal aveva preso il via nel 2004, con la richiesta all'Autorità portuale del Nord Sardegna della concessione demaniale per realizzare e gestire un molo da diporto per mega yacht tra il molo Brin e l'Isola di Mezzo. A bloiccarlo nel 2007 e nel 2014 la mancanza del piano regolatore del porto.

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