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Olbia

Un’altra panchina rossa per dire no alla violenza

di Giuseppe Pulina
Un’altra panchina rossa per dire no alla violenza

Verrà sistemata nel cortile della scuola media “Grazia Deledda” di Tempio Monica Liguori: «Deve rappresentare un valore per le generazioni più giovani»

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TEMPIO. TEMPIO. È cresciuta e potrebbe forse avere assunto forme e modalità meno esplicite ed eclatanti, ma non per questo meno gravi e pericolose. La violenza di genere registra i suoi numeri sconfortanti anche in Gallura. Dai dati relativi al 2020 resi pubblici da Prospettiva Donna erano 207 i casi di donne sopravvissute ad atti di violenza. Difficilmente Tempio e la Gallura potranno potranno sfuggire alla tendenza generale che racconta dell’aumento delle denunce per violenze e minacce durante i mesi del lockdown. I numeri, che si riferiscono al territorio, dovranno essere necessariamente aggiornati. Il timore è che si possa registrare una loro ulteriore crescita. Ecco perché l’iniziativa congegnata dall’amministrazione comunale di Tempio e Conad-Emporia di celebrare la prossima Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne installando una panchina rossa assume un significato più che simbolico. Non è detto che il giorno in cui sarà inaugurata sia proprio il 25 novembre, secondo le indicazioni dell’Onu che l’ha indetta. Potrebbe essere qualche giorno dopo, ma questo poco importerebbe. «Importa invece – dichiara l’assessore alla Cultura e all’Istruzione, Monica Liguori – che si tenga conto del valore che può avere per le generazioni più giovani, soprattutto per chi appartiene alla fascia di età in cui la differenza di genere diventa più chiara». Non sarà, comunque, la prima panchina rossa presente a Tempio. Un anno fa il Rotary Club ne donò una con le stesse finalità. Chi passeggia lungo il corso Matteotti e piazza d’Italia, dove è stata collocata, non faticherà a riconoscerla. La prossima sarà invece sistemata all’interno del cortile della scuola media “Grazia Deledda”, secondo la proposta del Comune favorevolmente accolta dalla direzione dell’istituto. «L’intento – spiega l’assessore Liguori – è far sì che gli studenti delle medie, vedendola ogni giorno, possano ricordarsi che esiste un problema sociale grave come la violenza di genere». Sarà, quindi, una panchina utile per sostare comodi all’interno della scuola e per interrogarsi auspicabilmente sul significato principale della sua installazione. Ma non finirà qui. «Ci sarà anche un lavoro fatto dalle classi della scuola media su questa problematica. È chiaramente un lavoro complesso che vuole, e dovrà, avere un forte significato pedagogico». Tutto questo secondo gli auspici dell’assessore Liguori, degli insegnanti e di chi, in generale, ritiene che la violenza contro le donne sia un fenomeno che può essere contrastato in più modi. Uno dei quali è rappresentato dalle panchine rosse. Buone per sedersi e riflettere.

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