Tamponi agli scolaretti un’altra giornata di caos
di Stefania Puorro
Mezza città paralizzata dalle auto in coda. Proteste per le informazioni sbagliate «Ci hanno comunicato di recarci in via Diamante, invece il luogo era un altro»
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OLBIA. Pessima la prima. Ancor peggio la seconda. La giornata numero due dedicata ai tamponi per i bambini delle scuole, si è trasformata in un caos totale. Con mezza città paralizzata. Non solo si sono riviste centinaia di macchine in fila, con i piccoli alunni costretti a stare per ore sul sedile insieme ai propri genitori, ma si è creata una doppia e infinita coda in cui non si riusciva più a rispettare l’ordine di arrivo. C’era chi è arrivato dalla panoramica per immettersi nella bretella che porta al Giovanni Paolo II, chi invece ha scelto di percorrere via Tre Venezie per arrivare in via Bazzoni Sircana. Risultato: tutti bloccati, da una parte e dall’altra, con i bus urbani impossibilitati a continuare il loro percorso. Tanto che molti passeggeri hanno proseguito a piedi.
Sì, anche ieri mattina è accaduto veramente di tutto. Ed è anche accaduto che la maggior parte delle famiglie convocate non sapesse dove andare. O meglio: tutti credevano che l’appuntamento fosse sul lato dell’ospedale che si affaccia in via Diamante (questa era l’indicazione fornita) e invece, a sorpresa, hanno scoperto che l’unità mobile messa a disposizione dal Servizio di Igiene Pubblica si trovava davanti alla chiesa di San Michele. E qui l’amara sorpresa di trovare una piccola ambulanza come unica postazione con due sole operatrici che si sono trovate di fronte a una mole di lavoro devastante.
«Non so veramente che cosa dire, tutto questo sembra assurdo - ha raccontato un papà con la sua bimba al fianco poco prima delle 9 di ieri -. Io sono qui da un’ora, davanti agli uffici amministrativi della Assl, e sono ancora nello stesso punto».
«Non me la prendo certo con i genitori che, come me, si sono alzati alle 6 del mattino per potersi sbrigare e correre al lavoro - dice una mamma -. Ma ho fatto la fila da un lato per poi scoprire due ore dopo che bisognava andare altrove. Così mi sono passate davanti decine e decine di macchine. E hanno pure cominciato a fare i tamponi in ritardo. Certo, non per colpa del ridottissimo team della Assl, che ha cercato di fare i miracoli».
Ancora una volta, in coda, c’erano i genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare e dell’infanzia di Santa Maria (ieri, dopo la chiusura totale, sono rientrate in aula 15 classi), quelli di via Vignola, di Maria Rocca e di Isticadeddu. Tanti i casi positivi al Covid tra i bambini, ma sono stati contagiati anche alcuni insegnanti. Tra i genitori più infuriati c’erano quelli di Maria Rocca. «Siamo stati avvisati, con comunicazione scritta, di recarci in via Diamante per sottoporre i nostri figli al tampone di controllo - raccontano -: non solo non ci hanno avvisato dell’improvviso cambiamento del luogo, ma quando è finalmente arrivato il nostro turno, le gentili e disponibili operatrici ci hanno fatto sapere che i nostri bambini non erano negli elenchi. Pazzesco».
Via Bazzoni Sircana e tutte le aree attorno sono rimaste completamente paralizzate sino alla tarda mattinata e gli uomini della polizia municipale hanno cercato di fare il possibile per tenere sotto controllo la situazione, ma non è stato facile. Difficile far passare le ambulanze, quasi impossibile trovare un pezzo di asfalto libero per far defluire il traffico.
«Mi chiedo perché siano state rimosse le tensostrutture utilizzate per fare i tamponi nel periodo più duro della pandemia - hanno detto altre famiglie -. Non si può accettare una disorganizzazione totale: l’Ats-Assl di Olbia deve trovare un’altra soluzione a tutti i costi».
Sì, anche ieri mattina è accaduto veramente di tutto. Ed è anche accaduto che la maggior parte delle famiglie convocate non sapesse dove andare. O meglio: tutti credevano che l’appuntamento fosse sul lato dell’ospedale che si affaccia in via Diamante (questa era l’indicazione fornita) e invece, a sorpresa, hanno scoperto che l’unità mobile messa a disposizione dal Servizio di Igiene Pubblica si trovava davanti alla chiesa di San Michele. E qui l’amara sorpresa di trovare una piccola ambulanza come unica postazione con due sole operatrici che si sono trovate di fronte a una mole di lavoro devastante.
«Non so veramente che cosa dire, tutto questo sembra assurdo - ha raccontato un papà con la sua bimba al fianco poco prima delle 9 di ieri -. Io sono qui da un’ora, davanti agli uffici amministrativi della Assl, e sono ancora nello stesso punto».
«Non me la prendo certo con i genitori che, come me, si sono alzati alle 6 del mattino per potersi sbrigare e correre al lavoro - dice una mamma -. Ma ho fatto la fila da un lato per poi scoprire due ore dopo che bisognava andare altrove. Così mi sono passate davanti decine e decine di macchine. E hanno pure cominciato a fare i tamponi in ritardo. Certo, non per colpa del ridottissimo team della Assl, che ha cercato di fare i miracoli».
Ancora una volta, in coda, c’erano i genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare e dell’infanzia di Santa Maria (ieri, dopo la chiusura totale, sono rientrate in aula 15 classi), quelli di via Vignola, di Maria Rocca e di Isticadeddu. Tanti i casi positivi al Covid tra i bambini, ma sono stati contagiati anche alcuni insegnanti. Tra i genitori più infuriati c’erano quelli di Maria Rocca. «Siamo stati avvisati, con comunicazione scritta, di recarci in via Diamante per sottoporre i nostri figli al tampone di controllo - raccontano -: non solo non ci hanno avvisato dell’improvviso cambiamento del luogo, ma quando è finalmente arrivato il nostro turno, le gentili e disponibili operatrici ci hanno fatto sapere che i nostri bambini non erano negli elenchi. Pazzesco».
Via Bazzoni Sircana e tutte le aree attorno sono rimaste completamente paralizzate sino alla tarda mattinata e gli uomini della polizia municipale hanno cercato di fare il possibile per tenere sotto controllo la situazione, ma non è stato facile. Difficile far passare le ambulanze, quasi impossibile trovare un pezzo di asfalto libero per far defluire il traffico.
«Mi chiedo perché siano state rimosse le tensostrutture utilizzate per fare i tamponi nel periodo più duro della pandemia - hanno detto altre famiglie -. Non si può accettare una disorganizzazione totale: l’Ats-Assl di Olbia deve trovare un’altra soluzione a tutti i costi».
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