il sindaco addis
«Adesso c’è tanta amarezza ma il progetto andrà avanti»
TEMPIO. «Non possiamo fare altro che prenderne atto e valutare bene il da farsi». Sono queste le prime parole con le quali il sindaco di Tempio, Gianni Addis, ha commentato l’esito negativo dell’aper...
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TEMPIO. «Non possiamo fare altro che prenderne atto e valutare bene il da farsi». Sono queste le prime parole con le quali il sindaco di Tempio, Gianni Addis, ha commentato l’esito negativo dell’apertura delle buste. Parole risentite, dichiarazioni laconiche, ma meditate, malgrado le circostanze che avrebbero potuto far perdere pazienza e lucidità. Circostanze come quella del contenuto della busta, irricevibile in tutti i sensi. «La busta non conteneva niente se non una serie di considerazioni, alcune pure fuori luogo e fuori contesto rispetto alle procedure di una gara, con un contenuto che oserei definire quasi surreale. Non voglio esprimere nessun tipo di giudizio, pur essendoci da dire cose anche spiacevoli».
Insomma, il disappunto è forte, così come la sensazione di avere lavorato senza la consolazione di un risultato minimo e di dover ripartire da capo, sempre che non si voglia rinunciare al progetto. Viene però difficile credere che sindaco e giunta non avessero considerato, seppur per ipotesi, questa eventualità. Forse un piano B non era stato ideato, ma qualcosa di simile pare esserci. «Ora valuteremo – dichiara Addis, dimostrando di voler dare continuità al progetto iniziale – abbiamo diverse possibilità, tra le quali ripubblicare il bando con le stesse condizioni o studiare altre vie o altre forme. Lo faremo, tenendo presenti gli interessi dell’amministrazione comunale, e se il privato rispetterà le condizioni, si procederà. Quel che è sicuro è che non svenderemo il bene e non faremo nessun patto con il diavolo».
Non è detto nemmeno che vada sprecato e perso il lavoro preparatorio della commissione che aveva definito le condizioni del bando. «La delusione per l’impegno che ci è stato e per il lavoro fatto dalla commissione degli esperti è tanta, anche perché erano state messe in campo le migliori risorse della città a livello professionale. Non foss’altro per il rispetto della commissione, ci saremmo aspettati risposte diverse». (g.pu.)
Insomma, il disappunto è forte, così come la sensazione di avere lavorato senza la consolazione di un risultato minimo e di dover ripartire da capo, sempre che non si voglia rinunciare al progetto. Viene però difficile credere che sindaco e giunta non avessero considerato, seppur per ipotesi, questa eventualità. Forse un piano B non era stato ideato, ma qualcosa di simile pare esserci. «Ora valuteremo – dichiara Addis, dimostrando di voler dare continuità al progetto iniziale – abbiamo diverse possibilità, tra le quali ripubblicare il bando con le stesse condizioni o studiare altre vie o altre forme. Lo faremo, tenendo presenti gli interessi dell’amministrazione comunale, e se il privato rispetterà le condizioni, si procederà. Quel che è sicuro è che non svenderemo il bene e non faremo nessun patto con il diavolo».
Non è detto nemmeno che vada sprecato e perso il lavoro preparatorio della commissione che aveva definito le condizioni del bando. «La delusione per l’impegno che ci è stato e per il lavoro fatto dalla commissione degli esperti è tanta, anche perché erano state messe in campo le migliori risorse della città a livello professionale. Non foss’altro per il rispetto della commissione, ci saremmo aspettati risposte diverse». (g.pu.)
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