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Olbia

«Zona franca al consumo ci spetta, possiamo averla»

«Zona franca al consumo ci spetta, possiamo averla»

Sanna, neoassessore comunale alle attività produttive, riparte all’attacco «Pronte le Pec per Solinas, Draghi e Mattarella. Poi c’è la Corte di giustizia Ue»

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OLBIA. «Siamo convinti di poter ottenere la Zona franca al consumo attraverso la Corte di Giustizia europea». Vanni Sanna, neo assessore comunale di Olbia per le Attività produttive e Sviluppo economico, oltre che per le nuove competenze sulle politiche transfrontaliere, riparte all’attacco. La Zona franca al consumo dovrebbe essere un passo decisivo per rilanciare l’economia della Sardegna, ma soprattutto di Olbia, che gode di condizioni logistiche e infrastrutturali ideali per accogliere questo istituto. «Ne abbiamo diritto, come avvenuto per Madeira in Portogallo e per le Canarie, e i tempi non saranno lunghissimi – sottolinea l’assessore – Ho già elaborato le Pec, con le deleghe che mi ha assegnato il sindaco Nizzi, da inviare al presidente della Regione Solinas per reiterare le delibere sulla Zona franca al consumo, fatte a suo tempo dal presidente Cappellacci. Le invierò al presidente Draghi, al presidente Mattarella e al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, perché vigili sul rispetto dei regolamenti comunitari».

Se non ci sarà risposta, dice Sanna, «si farà ricorso a alla Corte di giustizia europea: nel giro di due o tre anni al massimo, la Zona franca sarà una realtà». A luglio, da consigliere comunale, aveva presentato un’istanza per chiedere l’attivazione della Zona franca integrale o extradoganale in Sardegna. Questa opzione sembra escludere le ipotesi di Zona economica speciale (Zes) sui cui si è lavorato recentemente. «Le Zes – spiega Sanna – sono un fallimento in tutta l’Unione Europea, lo sa anche il presidente Solinas. Deve puntare sulla Zona franca, che ci spetta per diritto costituzionale. Non inseguo l’araba fenice, come sostiene qualcuno dei miei detrattori. Faccio il professionista da 42 anni e posso dire che la Zona franca ci sarà, come è avvenuto a Madeira o nelle Canarie».

Burocrazia pari a zero, corridoi doganali semplificati, sgravi fiscali e agevolazioni. Le Zone economiche speciali sono collegate a un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo delle imprese e l’attrazione di investimenti, anche esteri. In Sardegna l’idea era di istituirne sei, tra cui Olbia. La Zes, secondo le intenzioni, avrebbe dovuto assicurare agli imprenditori, sia che abbiano già un’azienda, sia che vogliano aprirne una nuova, una serie di facilitazioni. L’Autorità di sistema portuale ne rivendica le competenze. «Ricordo – ribatte Sanna – che la Zona franca nell’area industriale di Olbia esiste già, la ottenni io nel 2016 prima ancora di Portovesme. Tutta l’area industriale di Olbia è Zona franca al consumo, soggetta a vincoli doganali. Non è stata mai attivata, non si chieda a me il perché. La competenza per l’attivazione era del Consorzio industriale, che evidentemente si è trovato in mezzo alle decisioni di un Governo e una Regione che puntavano sulle Zes, ma la Zona franca doganale dell’area industriale di Olbia è già stata deliberata dalla commissione Industria del consiglio regionale, dalla giunta regionale e comunicata alla presidenza del Consiglio dei ministri». (g.d.m.)

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