La Nuova Sardegna

Olbia

Il dopo-derby tra sorrisi e applausi per tutti

di Pietro Zannoni
Il dopo-derby tra sorrisi e applausi per tutti

La gioia del Calangianus che ha sconfitto il Tempio e il fascino di un match che mancava da sette anni

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CALANGIANUS. Un derby dal fascino immutato. Sette anni dopo, Tempio e Calangianus si sono riaffrontati e, in questo nuovo inizio, il successo al Nino Manconi è andato ai giallorossi. Entusiasmo nella tifoseria, ma tutto contenuto. Ci si è limitati a qualche sfottò bonario con i cugini. C’era una bella e festosa atmosfera al Manconi in questo derby dell’era Covid, spettatori con la mascherina all’inizio ma poi per molti è stata un optional. Alla fine hanno esultato i tifosi giallorossi ma ci si è soprattutto liberati di qualche eccesso e tutto è filato liscio. Un esempio per tutti: tra gli spettatori una coppia di giovani sposi, con casa a Tempio:: lei tifa Calangianus, lui Tempio. Alla fine ha esultato la moglie con abbraccio finale. Certo, ha fatto sorridere, all’uscita, un tifoso tempiese che ha detto, rosicando, all’amico calangianese: «Scusa, ma poco importa questo derby. Pernoi il vero derby è con l’Olbia». «Intanto oggi abbiamo vinto noi - è stata la risposta -: l'Olbia è lassù e noi siamo qui».

Da notare che l’assenza del derby in questi anni ha come ingentilito tutto. E’ aumentato il tasso di sportività , la battuta in tribuna correva veloce e tagliente ma terminava con un sorriso. E’ qualcosa che indica che tutto viene collocato nella giusta misura. Appartiene alla preistoria quando gli studenti calangianesi, dopo i derby dei primi anni Sessanta, venivano scortati all’arrivo dalla polizia dal pullman agli istituti. Un tifo correttissimo e rispettoso dell’avversario: il Calangianus che non aveva saputo approfittare per aver giocato per 52 minuti in 11 contro 10. Un derby seguito da mille spettatori, una festa davvero. Più organizzati i sostenitori tempiesi con il loro tifo, spontanei e reattivi quelli giallorossi con claque guidata dall’ex presidente dei tempi d’oro, Massimo Deligios. Un derby vero insomma, campo allentato come ai vecchi tempi ma sui cui nessuno si tirava indietro. Rosa internazionale quella dei giallorossi con 4 argentini (Gobbi, Gimmalva, Torresi e Centeno, un gambiano Cissè) poi icalangianesi: capitan Tusaccu, Ricciu , Secchi, Sambiagio e Paolo Inzaina che al 46’del secondo tempo ha cacciayo in rete una respinta del portiere azzurro Doumbouja. Inzaina, dalla passionaccia grande, è quello che ogni allenatore cerca di sfruttare al meglio inserendolo a fine gara. Stavolta ha fatto centro, con un opportunismo ammirevole. Alla fine applausi per tutti .E’ stato il trionfo dello sport al di là di qualche scaramuccia sulla via degli spogliatoi dopo il fischio finale in campo. Si ha bisogno di questa sana competitività. Sicuri che il Tempio al ritorno vorrà rifarsi: mister Nativi il Signora Chiara lo conosce bene.

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