Vendemmia a Monti: «Meglio del previsto è una buona annata»

Soddisfatti gli amministratori della Cantina del vermentino «Sono calati i conferimenti, ma sempre di ottima qualità»

MONTI. Le previsioni non facevano ben sperare, ma a Monti la vendemmia 2021 alla fine è andata più che bene. Soddisfatti gli amministratori e i soci della Cantina sociale del vermentino, punto di riferimento tra le aziende vitivinicole della Gallura e della Sardegna.

«L’orografia del terreno su cui sorgono gli impianti viticoli, la loro distribuzione fra l’alta collina e la marina, il monitoraggio costante della maturazione delle uve che avvengono in tempi differenti, i conferimenti dilatati nel tempo, favoriscono le caratteristiche organolettiche delle uve conferite, la successiva interpretazione delle loro peculiarità intrinseche in fase di vinificazione, sono tutti fattori che garantiscono la costante qualità negli anni e su queste basi, posso affermare che anche questa annata è meglio di quanto pensassi». Questa la valutazione dello storico enologo della Cantina del vermentino, Alberto Raccanelli, dalle cui sapienti mani sono nati vini di grande successo che hanno fatto conoscere nel mondo il celebre vino bianco, quando ancora la Gallura non pullulava di cantine d’eccellenza. Quello di Raccanelli è un progetto, frutto di decenni di appassionati studi e seria sperimentazione, che oggi sta dando quei risultati positivi che permettono alla Cantina del vermentino di Monti di immettere nel mercato vini all’altezza della fama.

La cooperativa sociale oggi conta 350 soci, con un’estensione vitata di circa 500 ettari, con alcuni viticoltori, soci conferitori, che possiedono oltre 20 ettari a testa, sui quali si interviene ora raccogliendo i grappoli a mano, ora affidandosi alla meccanizzazione. Di pari passo sono mutate anche le strategie del marketing della Cantina del vermentino, il cui consiglio di amministrazione, in tutti questi anni, ha ottenuto risultati sorprendenti. «Abbiamo moltiplicato gli sforzi, attuato programmi finalizzati alla valorizzazione e vendita dei prodotti, aprendo la dove è possibile nuove opportunità, attraverso un marketing capace di generare risposte positive – dice il presidente Mauro Murrighile – se da un lato abbiamo avuto un calo nei conferimenti, comunque di alta qualità, non acquisiremo nuovi clienti, ma garantiremo e soddisferemo le richieste di quelli fidelizzati». «Dal punto di vista delle vendite – prosegue il presidente – l’anno corrente è stato ottimo, abbiamo raggiunto il fatturato pre Covid. L’unica cosa che ci fa stare in pensiero è l’aumento dei costi delle materie in generale. La riapertura dei mercati esteri, conclude, ci fa ben sperare. Un esempio arriva dalla nostra partecipazione al progetto Erasmus che ha permesso di far conoscere i nostri vini anche in Slovacchia e Polonia».

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