Nizzi: «Ecco la città che costruiremo»
di Dario Budroni
Il primo cittadino pianifica i prossimi 5 anni: presto il piano anti alluvione. La minoranza chiede una commissione speciale
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OLBIA. Il sindaco traccia una linea lunga altri cinque anni. Programma elettorale alla mano, arricchito da qualche novità dell’ultimo momento, Settimo Nizzi indica a tutti e a se stesso la strada da seguire. Parla per quaranta minuti di fila, si ferma una sola volta per l’emozione, e torna quindi a spiegare il tipo di città che ha in mente. Sicurezza, sanità, cultura, digitale, ambiente, sopraelevate: Nizzi, fresco di vittoria, ha illustrato in Consiglio le linee programmatiche della sua nuova amministrazione. Stavolta, rispetto a qualche settimana fa, la seduta si è conclusa in maniera serena. La minoranza ha messo in luce gli aspetti più critici della città e ha chiesto l’istituzione di una commissione dedicata alla salvaguardia dal rischio idrogeologico.
La linea Nizzi. Il sindaco, mentre fuori diluvia, parte dalla questione sicurezza. «In questi giorni di pioggia la paura è tanta – dice Nizzi –. Abbiamo posto le basi per u progetto importante e condiviso. Entro il mese potremo adottare la variante generale del Pai. Poi lo presenteremo alla Regione e all’Ardis in modo che venga verificato e restituito per l’approvazione qui in Consiglio». Dopodiché, spiega Nizzi, si potrà preparare il progetto di mitigazione del rischio idrogeologico che si baserà sullo studio di fattibilità Technital, alternativo al vecchio piano Mancini. «Abbiamo fatto delle riunioni col Mite, ci hanno rassicurato sulla persistenza dei finanziamenti» sottolinea Nizzi. Poi il sindaco cambia argomento e annuncia che a giorni partirà il bando sulla videosorveglianza. «Non dimentichiamo la sanità – prosegue –. Non possiamo accettare che le mamme protestino perché manca il pediatra o il medico di famiglia». E dopo essersi soffermato su nuove scuole e museo («entro l’anno la domanda per l’accreditamento»), il punto sull’università: «Stiamo lavorando. E abbiamo chiesto alle ferrovie di mettere la vecchia stazione a disposizione degli studenti e di tutta la città». C’è anche una possibile data sull’inaugurazione della nuova stazione: il 15 dicembre. Poi alcuni passaggi su Iti, cultura, eventi, sport, porto turistico, frazioni e periferie. Non manca il sogno dell’abbattimento delle sopraelevate: «Abbiamo fatto lo studio di fattibilità, serviranno 170 milioni». Tra le altre cose Nizzi annuncia di voler individuare un digital manager per costruire una città più digitale ed europea. Ribadito poi il sì alla Provincia Gallura e a una Autorità portuale del nord. Una novità è il progetto offerto dal Consorzio di Porto Rotondo (4,6 milioni di euro) per una nuova strada con pista ciclabile che collega il borgo con Rudalza.
La minoranza. A intervenire dopo Nizzi è il suo avversario nelle urne, Augusto Navone. Facendo sua la proposta poco prima avanzata dal consigliere Rino Piccinnu, il leader della Grande coalizione si mette a disposizione: «È un programma di ampio respiro, come è giusto che sia per Olbia. Fuori però piove e una delle questioni più urgenti è mettere in sicurezza la città. Chiediamo che venga istituita una commissione straordinaria relativa al piano di mitigazione del rischio. Non abbiamo preclusioni tecniche o tecnologiche, abbiamo a cuore le sorti di Olbia. Servono le risorse intellettuali di tutti». Infine, Navone ha chiesto attenzione su frazioni, giovani, lavoro, sanità e trasporti.
La linea Nizzi. Il sindaco, mentre fuori diluvia, parte dalla questione sicurezza. «In questi giorni di pioggia la paura è tanta – dice Nizzi –. Abbiamo posto le basi per u progetto importante e condiviso. Entro il mese potremo adottare la variante generale del Pai. Poi lo presenteremo alla Regione e all’Ardis in modo che venga verificato e restituito per l’approvazione qui in Consiglio». Dopodiché, spiega Nizzi, si potrà preparare il progetto di mitigazione del rischio idrogeologico che si baserà sullo studio di fattibilità Technital, alternativo al vecchio piano Mancini. «Abbiamo fatto delle riunioni col Mite, ci hanno rassicurato sulla persistenza dei finanziamenti» sottolinea Nizzi. Poi il sindaco cambia argomento e annuncia che a giorni partirà il bando sulla videosorveglianza. «Non dimentichiamo la sanità – prosegue –. Non possiamo accettare che le mamme protestino perché manca il pediatra o il medico di famiglia». E dopo essersi soffermato su nuove scuole e museo («entro l’anno la domanda per l’accreditamento»), il punto sull’università: «Stiamo lavorando. E abbiamo chiesto alle ferrovie di mettere la vecchia stazione a disposizione degli studenti e di tutta la città». C’è anche una possibile data sull’inaugurazione della nuova stazione: il 15 dicembre. Poi alcuni passaggi su Iti, cultura, eventi, sport, porto turistico, frazioni e periferie. Non manca il sogno dell’abbattimento delle sopraelevate: «Abbiamo fatto lo studio di fattibilità, serviranno 170 milioni». Tra le altre cose Nizzi annuncia di voler individuare un digital manager per costruire una città più digitale ed europea. Ribadito poi il sì alla Provincia Gallura e a una Autorità portuale del nord. Una novità è il progetto offerto dal Consorzio di Porto Rotondo (4,6 milioni di euro) per una nuova strada con pista ciclabile che collega il borgo con Rudalza.
La minoranza. A intervenire dopo Nizzi è il suo avversario nelle urne, Augusto Navone. Facendo sua la proposta poco prima avanzata dal consigliere Rino Piccinnu, il leader della Grande coalizione si mette a disposizione: «È un programma di ampio respiro, come è giusto che sia per Olbia. Fuori però piove e una delle questioni più urgenti è mettere in sicurezza la città. Chiediamo che venga istituita una commissione straordinaria relativa al piano di mitigazione del rischio. Non abbiamo preclusioni tecniche o tecnologiche, abbiamo a cuore le sorti di Olbia. Servono le risorse intellettuali di tutti». Infine, Navone ha chiesto attenzione su frazioni, giovani, lavoro, sanità e trasporti.
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