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Rinaggiu, nel bando tempi stretti e costi elevati

Rinaggiu, nel bando tempi stretti e costi elevati

Tempio richiesto agli acquirenti il pagamento immediato del prezzo di vendita: due milioni e mezzo

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TEMPIO. Rinaggiu, quanto mi costi. Il bando d’asta predisposto dal Comune di Tempio per la cessione a privati dell’ex compendio termale è risultato molto stringente e oneroso. Forse anche troppo alla luce del risultato della gara: zero offerte.

La società Salima srl, confermando il suo interesse verso il Progetto Tempio ma rinunciando alla gara «perché non sussistono i presupposti per partecipare al bando», su questo punto è stata molto chiara nel suo atto di rinuncia: «Il pagamento immediato del corrispettivo della vendita, cioè quasi due milioni e mezzo di euro oltre imposte; la cauzione provvisoria di quasi 50mila euro,la vendita condizionata alla realizzazione delle opere di riqualificazione entro 48 mesi e la clausola risolutiva in caso di inadempienza che farebbe rientrare nella disponibilità del Comune il compendio si ritengono elementi più che sufficienti per garantire al Comune di “raggiungere e realizzare l'interesse pubblico sotteso alla decisione stessa di alienare”. Per converso, la richiesta di un progetto di fattibilità tecnica ed economica, di una analisi di mercato, di un business plan e una sua asseverazione, appaiono elementi e condizioni riferibili a una procedura di project financing e non di vendita di un bene pubblico». Insomma, c’è un problema di costi e di tempi troppo stretti. Dunque, condizioni difficilmente praticabili per qualunque imprenditore o gruppo di investitori internazionali, come nel caso della società Salima srl. «Con riferimento al progetto di fattibilità tecnica ed economica – specifica la nota della società indirizzata al sindaco di Tempio, agli assessori e a tutti i consiglieri comunali – non sussistono le necessità ed obblighi anticipatori, sia in considerazione delle garanzie finanziarie e di tempo che sono contenute nel bando, sia in quanto il progetto, affinché sia incisivo, preciso e coerente, richiede tempi di gran lunga superiori rispetto a quelli assegnati. Anche a voler prescindere da ciò, il progetto dovrà essere sottoposto al vaglio del Comune nel momento in cui si richiederanno i titoli concessori. Ossia in un momento successivo alla aggiudicazione, quando si saranno avverate le condizioni giuridiche ed economiche che consentiranno all’imprenditore di avere un dato certo per avviare tale investimento, che presuppone, nel caso concreto, un ordine di grandezza finanziaria decisamente superiore rispetto a all’acquisto del bene».(m.b.)

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