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Olbia

Sequestrati giocattoli non sicuri

Sequestrati giocattoli non sicuri

Blitz antifrode dell’Ufficio dogane e della polizia locale: requisiti peluches, gadget e articoli falsificati

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OLBIA. Quei giocattoli non sono risultati conformi agli standard di sicurezza. E così è scattato il sequestro. Oltre 120 articoli, tra gadget, pupazzetti e peluches sono stati requisiti e chi li ha messi in vendita nel suo negozio (l’Iper Mek di via Capo Verde 10) dovrà ora pagare una multa che va da 1500 a 10mila euro.

L’operazione antifrode è stata messa a segno dal personale dell’Agenzia delle dogane in collaborazione con la polizia locale nell’ambito del protocollo d’intesa siglato il 23 luglio 2020 dall’Ufficio delle dogane di Sassari e dal Comune di Olbia: un patto finalizzato all’accertamento di violazioni in materia di diritti di proprietà intellettuale e in materia di sicurezza dei prodotti.

In campo gli operatori del Nucleo Annona e Polizia Commerciale del comando di polizia locale di Olbia e i funzionari doganali di Sassari e della Sot di Olbia: dopo aver controllato il punto vendita nella zona industriale sono stati sequestrati, per la prima volta in Italia, pupazzetti e gadgets ispirati alla nota serie Netflix “Squid game”, oltre ad altri giocattoli, sprovvisti della marcatura CE e privi di etichettatura identificativa e delle necessarie avvertenze, in violazione delle normative in materia di sicurezza dei giocattoli.

Nel dettaglio: 78 pezzi, tra i quali anche i famosi “pop it” (antistress per bambini fatti di plastica morbida colorata), sono risultati non conformi agli standard di sicurezza e sprovvisti della marcatura CE, pertanto sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, così come prevede la legge.

Altri 38 articoli, invece, avevano una marcatura CE risultata non conforme e tra questi erano compresi anche venti peluches raffiguranti i noti personaggi di “Squid Game”. È stata immediatamente fatta la segnalazione all’autorità giudiziaria per frode in commercio e per uso di prodotti con segni non conformi, nella misura in cui la marcatura CE (China Export) risulta tale da ingenerare nel consumatore l’erronea convinzione che quel simbolo indichi la conformità dei prodotti allo standard europeo. L’Ufficio Dogane di Sassari, comunque, sta svolgendo ulteriori accertamenti per verificare eventuali violazioni in materia di diritti di proprietà intellettuale.

«Quella tra la polizia locale del Comune di Olbia e l’Agenzia Dogane e Monopoli è una collaborazione davvero proficua - ha detto il sindaco Settimo Nizzi - e testimonia l’attenzione costante riposta a tutela dei consumatori anche nel nostro territorio, per garantire che le merci importate siano conformi agli standard di sicurezza dell’Unione Europea. In questo caso, visto che si tratta di giocattoli per bambini, c’è un’attenzione ancora più forte».

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