Sfida di bellezza tra canarini e verdoni
Un concorso e una mostra al museo archeologico organizzati dalla “4 Mori”
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OLBIA. Come un grande e colorato concorso di bellezza, in questi giorni al museo archeologico si è tenuto il primo campionato regionale ornitologico Foasi. Uccelli e uccellini, circa un migliaio, portati da diversi allevatori, sono stati valutati per decretare i più belli della Sardegna. E con le rispettive coccarde dei vincitori e la posizione in classifica attaccate alle gabbiette, da ieri fanno un’altra gara, quella di chi riceve più foto ed elogi dai tanti visitatori accorsi. L’esposizione si può visitare ancora oggi.
Olbia per la prima volta ospita una competizione ornitologica ed è il debutto anche per l’associazione organizzatrice, la “4 mori”, presieduta da Raimonda Falchi. Mercoledì l’ingabbiatura, giovedì la visita delle scolaresche, e venerdì i giudici hanno decretato gli uccellini meglio curati, tra canarini, verdoni, diamanti di Gould, uccelli esotici e indigeni. «Sono stati osservati uno per volta – ammette Raimonda –. Il giudice si sedeva a un tavolo dove venivano poggiate le gabbiette con gli uccellini, e di ognuno ha controllato le ali, la coda, il piumaggio, il becco, le zampe». Prima del concorso tutti avevano fatto il bagno e si erano asciugati all’aria. Ma poi chi ha vinto e chi no poco conta, l'occasione era averli tutti insieme e creare una mostra eterogenea.
Eterna appassionata, seconda ai mondiali ornitologici di tre anni fa, la presidente è arrivata a possedere un allevamento di duecento uccellini. «Questo evento permette anche di conoscere meglio gli esemplari». Un evento inusuale per la città, potrebbe essere una prima pietra posta: «da anni desideravo farlo, soprattutto nella mia città nativa – continua Raimonda Falchi. Simpatiche le coincidenze della vita, visto il cognome –. Un obbiettivo sarebbe portare qui proprio i campionati mondiali». «I bambini delle elementari erano entusiasti, e dalle scuole ci hanno chiesto di portare la nostra passione nelle classi», dice Massimo Cirronis del raggruppamento sardo di Foasi, una delle due associazioni italiane di ornitofili. «Proteggiamo le razze, in particolare quelle in via d’estinzione, e promuoviamo il reinserimento di alcune specie».
Olbia per la prima volta ospita una competizione ornitologica ed è il debutto anche per l’associazione organizzatrice, la “4 mori”, presieduta da Raimonda Falchi. Mercoledì l’ingabbiatura, giovedì la visita delle scolaresche, e venerdì i giudici hanno decretato gli uccellini meglio curati, tra canarini, verdoni, diamanti di Gould, uccelli esotici e indigeni. «Sono stati osservati uno per volta – ammette Raimonda –. Il giudice si sedeva a un tavolo dove venivano poggiate le gabbiette con gli uccellini, e di ognuno ha controllato le ali, la coda, il piumaggio, il becco, le zampe». Prima del concorso tutti avevano fatto il bagno e si erano asciugati all’aria. Ma poi chi ha vinto e chi no poco conta, l'occasione era averli tutti insieme e creare una mostra eterogenea.
Eterna appassionata, seconda ai mondiali ornitologici di tre anni fa, la presidente è arrivata a possedere un allevamento di duecento uccellini. «Questo evento permette anche di conoscere meglio gli esemplari». Un evento inusuale per la città, potrebbe essere una prima pietra posta: «da anni desideravo farlo, soprattutto nella mia città nativa – continua Raimonda Falchi. Simpatiche le coincidenze della vita, visto il cognome –. Un obbiettivo sarebbe portare qui proprio i campionati mondiali». «I bambini delle elementari erano entusiasti, e dalle scuole ci hanno chiesto di portare la nostra passione nelle classi», dice Massimo Cirronis del raggruppamento sardo di Foasi, una delle due associazioni italiane di ornitofili. «Proteggiamo le razze, in particolare quelle in via d’estinzione, e promuoviamo il reinserimento di alcune specie».
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