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Olbia

Olbia, Navone sull'incompatibilità: «Un caso politico per farmi fuori, la norma è a mio favore»

Il consigliere comunale di opposizione Augusto Navone
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Il consigliere comunale di opposizione Augusto Navone

Osservazioni del capo dell'opposizione sulla contestazione del doppio ruolo direttore Amp/consigliere. E richiama il caso Nizzi del 2011 compatibile da sindaco e presidente Cipnes 

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OLBIA. «Un caso politico, non giuridico per fare fuori il capo dell’opposizione». La tesi sostenuta dal candidato sindaco Augusto Navone - oggi capo della Grande coalizione, in minoranza sui banchi del Consiglio – è stata messa nero su bianco nelle osservazioni inviate alla presidenza del consiglio comunale. Una dettagliata risposta, punto per punto, alla presunta incompatibilità del doppio ruolo di Navone: direttore dell’Area marina protetta di Tavolara e consigliere comunale.

Il caso, arrivato in aula attraverso gli esposti di due cittadini, secondo i ben informati uno dei quali parente di un consigliere eletto, prosegue l’iter di legge. Dopo la notifica dell’atto di presunta incompatibilità, avvenuta qualche giorno dopo il Consiglio, Navone aveva dieci giorni di tempo per presentare le sue osservazioni e i pareri legali che sostengono la legittimità del suo doppio ruolo.

Osservazioni che si arricchiscono di un doppio caso parallelo vissuto in passato dal Comune di Olbia e che riguarda proprio l’attuale sindaco Settimo Nizzi, ai tempi in cui ricopriva il ruolo di consigliere comunale e presidente del Consorzio industriale, e quando era stato presidente dell’Area marina protetta. «Nel primo caso l’interpretazione che è stata data alla norma è stata la stessa che io invoco – spiega Navone -. Nel 2011 il dottor Nizzi era presidente del Cipnes e si era candidato sindaco. In quella occasione era stata sollevata, seppur politicamente e non formalmente dalla segreteria del tempo, il problema della sua ineleggibilità, per ragioni sovrapponibili all’ incompatibilità a me contestata oggi. In quella sede l’attuale sindaco rivendicò l’interpretazione data dai miei avvocati. Ossia che la causa di ineleggibilità non esiste negli enti partecipati in cui non c’è controllo di vigilanza».

La cronaca del 2011 racconta della granitica difesa di Nizzi verso chi lo accusava dell’illegittimità della sua elezione al municipio per le mancate dimissioni da presidente del Cipnes. Il sindaco allora aveva citato una sentenza della Corte di Cassazione del 2004 che sostiene che “la causa di ineleggibilità come consigliere comunale non esiste negli enti partecipati in cui non c’è controllo e vigilanza”. E aveva fatto riferimento anche a una legge regionale del 2008 per rafforzare la sua tesi.

Lo stesso Navone ha sempre sostenuto e lo ribadisce che “il comune di Olbia non esercita attività di controllo e vigilanza sull’Area marina protetta di Tavolara di cui è direttore”. In più che si tratta di un consorzio di comuni in cui Olbia non ha potere unico decisionale.

Da qui una sola lettura per Navone e la Grande coalizione. “Se l’interpretazione della norma di assenza di incompatibilità/ineleggibilità andava bene per il sindaco Nizzi non potrà che essere applicata anche sul mio caso analogo – conclude Navone -. In caso contrario si confermerebbe che questo è un caso politico solo per fare fuori il capo dell’opposizione”. (se.lu.)

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