L’accoltellatore resta in carcere
di Tiziana Simula
Patrik Sotgiu è accusato di tentato omicidio per aver sferrato tre coltellate al compagno della madre
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OLBIA. La lite fra Patrik Sotgiu, 37 anni, e il compagno della madre, Renato Bullegas, 43 anni, sarebbe scoppiata per futili motivi, forse per una frase fraintesa. Ma l’assunzione di alcolici e cocaina da parte di entrambi ha fatto accendere subito gli animi. E la lite è degenerata: il 37enne ha afferrato un grosso coltello da cucina con una lama lunga venti centimetri e gli ha sferrato tre fendenti ferendolo all’addome e all’avambraccio sinistro. «Mi sono difeso, lui mi aveva colpito con calci, pugni e un bastone», ha detto Sotgiu che ieri è stato interrogato dal gip Marco Contu. Una versione, quella del giovane olbiese, difeso dagli avvocati Nino Vargiu e Giuseppe De Meo, che non ha convinto il giudice. Il quale al termine dell’interrogatorio ha confermato nei suoi confronti la misura cautelare in carcere. Sotgiu è quindi ritornato in cella, a Bancali, con la stessa accusa iniziale, quella di tentato omicidio (nessuna derubricazione del reato). Il compagno della madre, Renato Bullegas, è stato dimesso ieri sera dall’ospedale di Olbia, dove era stato trasportato dagli operatori del 118 in codice rosso. Ha perso molto sangue a causa delle profonde ferite ed è stato necessario fargli delle trasfusioni. È assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile. Ha rischiato di morire, ha varie ferite nel corpo, perfino nella schiena, e il tendine di un dito lesionato da un morso.
La brutale aggressione è avvenuta poco prima della mezzanotte di domenica nella casa in cui vivono la madre di Patrik Sorgiu e il suo compagno Renato Bullegas, in via Ponchielli, una traversa di via Barcellona, nel quartiere Orgosoleddu. Cenavano tutti insieme, c’erano anche due amici del 37enne. Secondo la ricostruzioni dei fatti, come emerge dagli atti, la lite sarebbe esplosa all’improvviso e per futili motivi, circostanza confermata dallo stesso arrestato. Sarebbe cominciata all’interno della casa e proseguita poi nel giardino. Sotgiu ha afferrato il coltello che era sul tavolo e ha cominciata a colpire il suo avversario che cercava di parare i colpi sollevando il braccio. La lama l’ha traffico per tre volte, due all’avambraccio, il terzo all’addome. I due ospiti sono riusciti a liberarlo dalla presa del giovane. L’uomo si è accasciato a terra in una pozza di sangue, mentre l’aggressore è fuggito. Lo hanno arrestato i poliziotti coordinati dal dirigente del commissariato Fabio Scanu e dal responsabile della squadra anticrimine Lino Collu. È stato trasferito in carcere, mentre il ferito è stato trasportato d’urgenza in ospedale. La tesi della legittima difesa del 37enne che ha detto di aver usato il coltello per colpire alla cieca per difendersi dall’aggressione di Bullegas, non è stata ritenuta credibile dal giudice.
La brutale aggressione è avvenuta poco prima della mezzanotte di domenica nella casa in cui vivono la madre di Patrik Sorgiu e il suo compagno Renato Bullegas, in via Ponchielli, una traversa di via Barcellona, nel quartiere Orgosoleddu. Cenavano tutti insieme, c’erano anche due amici del 37enne. Secondo la ricostruzioni dei fatti, come emerge dagli atti, la lite sarebbe esplosa all’improvviso e per futili motivi, circostanza confermata dallo stesso arrestato. Sarebbe cominciata all’interno della casa e proseguita poi nel giardino. Sotgiu ha afferrato il coltello che era sul tavolo e ha cominciata a colpire il suo avversario che cercava di parare i colpi sollevando il braccio. La lama l’ha traffico per tre volte, due all’avambraccio, il terzo all’addome. I due ospiti sono riusciti a liberarlo dalla presa del giovane. L’uomo si è accasciato a terra in una pozza di sangue, mentre l’aggressore è fuggito. Lo hanno arrestato i poliziotti coordinati dal dirigente del commissariato Fabio Scanu e dal responsabile della squadra anticrimine Lino Collu. È stato trasferito in carcere, mentre il ferito è stato trasportato d’urgenza in ospedale. La tesi della legittima difesa del 37enne che ha detto di aver usato il coltello per colpire alla cieca per difendersi dall’aggressione di Bullegas, non è stata ritenuta credibile dal giudice.
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