Palazzo ex Fs, il futuro è l’Università
La vecchia struttura di via Vittorio Veneto ospiterà spazi e servizi per gli studenti
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OLBIA. Il vecchio e decrepito palazzo delle ferrovie adesso è del Comune. Dopo averlo acquistato oltre un mese fa attraverso un’asta fallimentare, l’amministrazione vuole adesso mettere la grande struttura di via Vittorio Veneto a disposizione della nuova università olbiese e, in generale, anche del rione di San Simplicio. «Abbiamo chiuso l’acquisto dello stabile. In maniera ufficiale, abbiamo preso l’accordo con il notaio per il passaggio definitivo del titolo di proprietà» ha detto il sindaco Settimo Nizzi in una diretta Facebook. Il primo cittadino non ha specificato la destinazione futura del palazzo, ma con tutta probabilità la struttura ospiterà spazi e servizi per gli studenti. E tutto questo in vista del grande progetto UniOlbia, che prevede il trasferimento nel centro storico dei corsi universitari ospitati in aeroporto e, in futuro, l’inaugurazione di nuovi corsi di laurea. Diversi gli interventi previsti e in parte realizzati. L’Expo di via Porto Romano, dove i lavori sono praticamente terminati, accoglierà la segreteria amministrativa e l’aula magna. Palazzo Giordo (ex Standa e Oviesse) sarà invece totalmente ristrutturato e ospiterà quindi le attività didattiche. Lavori terminati anche nell’ex area Sep di via Dei Lidi, che ospiterà un corso di laurea magistrale in scienze del territorio in sinergia con l’Amp di Tavolara. Altri corsi sono poi previsti nella nuova Pte, al Mater Olbia e ancora in aeroporto. Insomma, un’università diffusa che potrà contare anche su altre strutture. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Settimo Nizzi ha annunciato che uno degli obiettivi del Comune è anche quello di includere nel grande progetto la vecchia stazione ferroviaria, considerato che quella nuova, ribattezzata Olbia Terranova, sarà inaugurata il prossimo 15 dicembre. Il sindaco Nizzi, sempre nella sua diretta Facebook, ha anche auspicato l’inaugurazione di nuovi corsi universitari: «Oltre a quelli esistenti e a scienze infermieristiche, speriamo in un qualcosa di super specialistico che riguardi la facoltà di medicina. E poi ingegneria, soprattutto quella aeronautica e quella informatica». (d.b.)
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