«Intervenite adesso, altrimenti è finita»
di Antonello Sechi
Da oggi fase finale della procedura di licenziamento collettivo. Documento con le firme di tutti: non succedeva da anni
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OLBIA. «Per evitare di cancellare i sessant’anni di esperienza della compagnia aerea con sede a Olbia e disperdere conseguentemente il patrimonio di professionalità delle sue maestranze, è necessario che Lei si unisca ai sindacati nell’unanime richiesta al Governo di parità di trattamento tra i lavoratori di Air Italy e quelli di Alitalia. Qualora nei prossimi giorni non si trovi una soluzione, le ripercussioni sotto l’aspetto sociale ed economico saranno drammatiche, oltre che per i lavoratori direttamente interessati, anche per l’indotto». Firmato: le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-trasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpav, Ap, Usb, Cobas.
Se a qualcuno sembra di aver già letto l’appello non sbaglia: i sindacati lo dicono, lo scrivono e lo ripetono da mesi. Quello che impressiona è vedere tutte le firme sindacali, quelle confederali e quelle degli autonomi, sotto lo stesso documento che riguarda Airitaly. Non succedeva da anni, da quando la nascita della compagnia aerea targata Aga Khan-Qatar sulle ceneri della ex Meridiana ha diviso il fronte. Ma adesso Airitaly è a pochi giorni dalla fine.
«L’8 dicembre – scrivono i sindacati a Christian Solinas – scadono i 75 giorni previsti dalla legge 223/91 per la procedura di licenziamento collettivo. Pertanto, dal giorno immediatamente successivo, i commissari liquidatori della società, in difetto di una positiva mediazione politica, potranno inviare le lettere di risoluzione contrattuale, cancellando così il futuro di 1322 famiglie».
Il conto alla rovescia finale comincia oggi. Alle 10,30 di stamattina si terrà il confronto parti sociali-Ministero del lavoro previsto dalla legge sui licenziamenti.
L’incontro è stato organizzato in videoconferenza. Ma i lavoratori si faranno sentire comunque dal vivo. Dalle 10 alle 15, in concomitanza con il confronto, si terrà un presidio sotto il palazzo del Ministero del lavoro, a Roma, a sostegno della vertenza.
Ora o mai più, dicono insieme tutti i sindacati al presidente della Regione Sardegna. A Solinas ricordano che il 17 novembre hanno incontrato a Cagliari il presidente, i capigruppo di maggioranza e di minoranza del consiglio regionale. Che all’incontro erano presenti anche gli assessori regionali competenti e che « hanno tutti unitariamente confermato la necessità che il governatore debba esercitare la sua autorevole interlocuzione col governo centrale, tesa a imprimere alla vertenza Air Italy la spinta necessaria a ricollocarla nel posto che le spetta nell’agenda politica nazionale».
Il messaggio al presidente della Regione è chiaro, serve un suo impegno forte e serve subito: Air Italy è la seconda compagnia aerea italiana e ha la sua sede legale, il polo manutentivo e una delle due basi di armamento nell’isola.
Le urgenze sono due: convincere governo e parlamento a finanziare una nuova proroga della cassa integrazione e convincere l’Aga Khan e soprattutto il Qatar ad accettarla, cosa che al momento hanno detto di non voler fare.
Le leve non mancano, soprattutto con il Qatar che in Sardegna ha grandi interessi. Ma bisogna agire ora, dicono tutti insieme i sindacati, altrimenti stavolta è davvero finita.
Se a qualcuno sembra di aver già letto l’appello non sbaglia: i sindacati lo dicono, lo scrivono e lo ripetono da mesi. Quello che impressiona è vedere tutte le firme sindacali, quelle confederali e quelle degli autonomi, sotto lo stesso documento che riguarda Airitaly. Non succedeva da anni, da quando la nascita della compagnia aerea targata Aga Khan-Qatar sulle ceneri della ex Meridiana ha diviso il fronte. Ma adesso Airitaly è a pochi giorni dalla fine.
«L’8 dicembre – scrivono i sindacati a Christian Solinas – scadono i 75 giorni previsti dalla legge 223/91 per la procedura di licenziamento collettivo. Pertanto, dal giorno immediatamente successivo, i commissari liquidatori della società, in difetto di una positiva mediazione politica, potranno inviare le lettere di risoluzione contrattuale, cancellando così il futuro di 1322 famiglie».
Il conto alla rovescia finale comincia oggi. Alle 10,30 di stamattina si terrà il confronto parti sociali-Ministero del lavoro previsto dalla legge sui licenziamenti.
L’incontro è stato organizzato in videoconferenza. Ma i lavoratori si faranno sentire comunque dal vivo. Dalle 10 alle 15, in concomitanza con il confronto, si terrà un presidio sotto il palazzo del Ministero del lavoro, a Roma, a sostegno della vertenza.
Ora o mai più, dicono insieme tutti i sindacati al presidente della Regione Sardegna. A Solinas ricordano che il 17 novembre hanno incontrato a Cagliari il presidente, i capigruppo di maggioranza e di minoranza del consiglio regionale. Che all’incontro erano presenti anche gli assessori regionali competenti e che « hanno tutti unitariamente confermato la necessità che il governatore debba esercitare la sua autorevole interlocuzione col governo centrale, tesa a imprimere alla vertenza Air Italy la spinta necessaria a ricollocarla nel posto che le spetta nell’agenda politica nazionale».
Il messaggio al presidente della Regione è chiaro, serve un suo impegno forte e serve subito: Air Italy è la seconda compagnia aerea italiana e ha la sua sede legale, il polo manutentivo e una delle due basi di armamento nell’isola.
Le urgenze sono due: convincere governo e parlamento a finanziare una nuova proroga della cassa integrazione e convincere l’Aga Khan e soprattutto il Qatar ad accettarla, cosa che al momento hanno detto di non voler fare.
Le leve non mancano, soprattutto con il Qatar che in Sardegna ha grandi interessi. Ma bisogna agire ora, dicono tutti insieme i sindacati, altrimenti stavolta è davvero finita.
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