Navone alle corde, oggi vota il Consiglio
di Dario Budroni
Riunione della maggioranza: l’orientamento è rispettare il parere dell’ufficio legale che propende per l’incompatibilità
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OLBIA. Tra riunioni dell’ultima ora e pareri legali che circolano via mail e su whatsapp. I consiglieri comunali si preparano ad affrontare il caso Navone. Questa mattina, in via Garibaldi, dovranno pronunciarsi sulla presunta incompatibilità del capo della Grande coalizione. È il lungo strascico della campagna elettorale: una questione che ha ulteriormente surriscaldato il clima e che ha subito azzerato ogni possibilità di tregua. Le tendenze della vigilia, comunque, vanno tutte nella stessa direzione. Anche se nell’ultima riunione di maggioranza non sarebbe stato lanciato un ordine di scuderia vero e proprio, il centrodestra sarebbe comunque orientato a votare per l’incompatibilità del leader della minoranza, così da mettere Augusto Navone nella condizione di dover scegliere se restare consigliere comunale o se continuare a ricoprire la carica di direttore dell’Amp di Tavolara. A giocare un ruolo importante saranno i pareri dell’ufficio legale e della segreteria generale del Comune. Pareri che, seppur non vincolanti, pendono dalla parte dell’incompatibilità. Salvo sorprese, la maggioranza dovrebbe appellarsi alle indicazioni legali e votare quindi di conseguenza.
La vicenda. La storia è ormai nota. Il caso della presunta incompatibilità di Navone, uscito sconfitto dalla sfida elettorale con il sindaco Settimo Nizzi, è stato sollevato nel primo Consiglio comunale in seguito a due reclami presentati da altrettanti cittadini, uno dei quali imparentato con un consigliere di maggioranza. La segretaria comunale, Stefania Giua, aveva quindi avviato la procedura di verifica. Navone, forte della consulenza dell’avvocato Benedetto Ballero, ha poi presentato le sue osservazioni, sostenendo che non esista alcun caso di incompatibilità. Nel frattempo, la presidenza del Consiglio ha chiesto altri due pareri: uno all’ufficio legale e l’altro alla segretaria generale del Comune. Pareri che saranno illustrati questa mattina in Consiglio, a partire dalle 9, ma che non influiranno in maniera diretta sul voto. Saranno infatti i consiglieri a doversi pronunciare. In caso di voto favorevole da parte della maggioranza, Navone, come ha più vole annunciato, tirerà dritto e presenterà ricorso.
La battaglia legale. Tutto gira attorno al doppio ruolo di Augusto Navone, che è sia consigliere comunale che direttore dell’Amp di Tavolara. A essere tirato in ballo è in particolare l’articolo 63 del Testo unico degli enti locali, che, in linea di massima, dice che non si può ricoprire il ruolo di consigliere comunale se si è anche amministratore o dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di enti, istituti o aziende soggetti a vigilanza in cui ci sia almeno il 20 per cento di partecipazione da parte del Comune. Il parere dell’ufficio legale, firmato dall’avvocato Enrico Cottu, solleva diversi dubbi e, tra le altre cose, sostiene anche che il Comune di Olbia, partecipante col 50 per cento al Consorzio di gestione dell’Amp di Tavolara, può in sostanza esercitare un ruolo di controllo e di vigilanza nei confronti dell’Area marina. Secondo Navone, invece, accade il contrario: aveva spiegato che il Consorzio non è dipendente da alcuna attività del Comune, né finanziaria né giuridico-istituzionale, che riceve risorse finanziarie di poco conto e che agisce in maniera del tutto autonoma. Anche la relazione della segretaria generale si sofferma sulla questione della vigilanza, spiegando però come venga in alcuni casi esercitata nei confronti dell’Area marina. I due pareri, comunque, hanno una funzione consultiva. La palla è nelle mani dei consiglieri.
La vicenda. La storia è ormai nota. Il caso della presunta incompatibilità di Navone, uscito sconfitto dalla sfida elettorale con il sindaco Settimo Nizzi, è stato sollevato nel primo Consiglio comunale in seguito a due reclami presentati da altrettanti cittadini, uno dei quali imparentato con un consigliere di maggioranza. La segretaria comunale, Stefania Giua, aveva quindi avviato la procedura di verifica. Navone, forte della consulenza dell’avvocato Benedetto Ballero, ha poi presentato le sue osservazioni, sostenendo che non esista alcun caso di incompatibilità. Nel frattempo, la presidenza del Consiglio ha chiesto altri due pareri: uno all’ufficio legale e l’altro alla segretaria generale del Comune. Pareri che saranno illustrati questa mattina in Consiglio, a partire dalle 9, ma che non influiranno in maniera diretta sul voto. Saranno infatti i consiglieri a doversi pronunciare. In caso di voto favorevole da parte della maggioranza, Navone, come ha più vole annunciato, tirerà dritto e presenterà ricorso.
La battaglia legale. Tutto gira attorno al doppio ruolo di Augusto Navone, che è sia consigliere comunale che direttore dell’Amp di Tavolara. A essere tirato in ballo è in particolare l’articolo 63 del Testo unico degli enti locali, che, in linea di massima, dice che non si può ricoprire il ruolo di consigliere comunale se si è anche amministratore o dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di enti, istituti o aziende soggetti a vigilanza in cui ci sia almeno il 20 per cento di partecipazione da parte del Comune. Il parere dell’ufficio legale, firmato dall’avvocato Enrico Cottu, solleva diversi dubbi e, tra le altre cose, sostiene anche che il Comune di Olbia, partecipante col 50 per cento al Consorzio di gestione dell’Amp di Tavolara, può in sostanza esercitare un ruolo di controllo e di vigilanza nei confronti dell’Area marina. Secondo Navone, invece, accade il contrario: aveva spiegato che il Consorzio non è dipendente da alcuna attività del Comune, né finanziaria né giuridico-istituzionale, che riceve risorse finanziarie di poco conto e che agisce in maniera del tutto autonoma. Anche la relazione della segretaria generale si sofferma sulla questione della vigilanza, spiegando però come venga in alcuni casi esercitata nei confronti dell’Area marina. I due pareri, comunque, hanno una funzione consultiva. La palla è nelle mani dei consiglieri.
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