Terzo settore, cambiano le regole

In fermento organizzazioni e associazioni non profit: dall’altro ieri è in vigore il nuovo registro Runts

OLBIA. Si chiama Runts (Registro unico nazionale degli enti del terzo settore) la novità normativa introdotta dal ministero delle Politiche del lavoro, che sta agitando il mondo dell’associazionismo anche a Olbia. Il registro, pubblicato nella Gazzetta ufficiale l’11 novembre, è in vigore dall’altro ieri ed è subito pane per i professionisti del settore. Da mercoledì, infatti, è iniziato il trasferimento al Runts dei dati relativi agli enti iscritti nei registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale. Tanto fermento perché dietro la riforma ci sono norme civilistiche e fiscali, che impongono a questi enti un nuovo modo di lavorare e rendicontare la propria attività.

«La prima questione riguarda i termini da rispettare con l’entrata in funzione del Runts – dice Francesco Marcetti, commercialista e giurista d’impresa, professionista tra i più esperti nel terzo settore, già componente della commissione nazionale dei commercialisti che ha contribuito a disegnare la legge di riforma –. Le associazioni che trasmigreranno dagli attuali registri al Runts devono avere uno statuto in linea con il nuovo codice del terzo settore con la precisazione che leorganizzazioni, associazioni e le onlus che non lo avessero ancora aggiornato possono farlo con modalità semplificata entro il 31 maggio 2022. Queste organizzazioni dovranno dotarsi di una casella di posta elettronica certificata, oltre a Spid e firma digitale del legale rappresentante. Infatti tutte le comunicazioni con il Runts avverranno in forma digitale. Dalla stessa data non sarà più possibile iscriversi nei preesistenti registri da parte delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale e all'anagrafe delle onlus».

Sin qui le organizzazioni e associazioni già costituite, ma c’è anche il problema dei nuovi enti. «Da ieri – precisa Francesco Marcetti – gli enti non profit che intendono acquisire la qualifica di ente del terzo settore, potranno presentare agli uffici del Runts la domanda di iscrizione».

Ai professionisti il compito di guidare organizzazioni e associazioni nel labirinto della riforma. «In questo momento – precisa il commercialista olbiese – il ruolo è molto delicato e di responsabilità. Sarà importante che il professionista indichi la necessità di adottare un nuovo statuto sociale o integrare e modificare quello in essere adeguandolo a quanto richiesto dal decreto istitutivo del codice del terzo settore. L’iscrizione nel registro inoltre dovrà essere curata a seconda dell’interesse generale dell’associazione. A questo proposito due articoli del decreto, il 5 e il 6, indicano quali attività sono riconosciute come riconducibili a enti del terzo settore. Non è un cavillo: infatti, la perfetta conformazione dell’ente consente, ad esempio, di ottenere le agevolazioni fiscali specifiche, l’indicazione sulla rendicontazione, la possibilità di godere dei versamenti del 5 per 1000».

Interpretando l’obiettivo del Legislatore, sembra chiara la volontà di differenziare in maniera chiara e definitiva quali sono le società commerciali e quali possono definirsi enti non lucrativi. «Di fatto è così – conferma Marcetti – il Runts nlla realtà è assimilabile al registro tenuto dalle Camere di commercio per gli enti commerciali e in esso saranno perfettamente censiti quelli non commerciali, che sono e saranno quelli indicati dall’articolo 4 del decreto legislativo, cioè le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le cooperative sociali, reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni riconosciute e non riconosciute, le fondazioni e ogni altro ente di carattere privato senza scopo di lucro, con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale».

A parte gli inevitabili adempimenti burocratici, esistono anche sensibili benefici derivanti dall’iscrizione al Runts. «Sicuramente – ancora Francesco Marcetti – una delle potenzialità dell’iscrizione è l’ottenimento della personalità giuridica dell’ente. Fino ad oggi tale requisito poteva ottenersi esclusivamente tramite istanza alla Regione o alla Prefettura di appartenenza. Oggi se l‘associazione dimostra, con una perizia asseverata, di avere un patrimonio superiore a 15 mila euro può ottenere immediatamente la personalità giuridica. Per semplificare, per i debiti contratti dall’associazione non ne risponderà più solidalmente e illimitatamente anche il presidente o coloro che hanno posto in essere quel negozio giuridico. Elemento questo, si spera, che indurrà molte più persone ad accettare un incarico o un ruolo nelle associazioni riconosciute incrementando il contributo professionale o imprenditoriale all’interno dell’ente in cui verranno eletti».(m.b.)

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