La Nuova Sardegna

Olbia

Regine del mercato le cozze del golfo ai livelli pre Covid

di Dario Budroni
Regine del mercato le cozze del golfo ai livelli pre Covid

Boom di richieste nei mesi clou della stagione estiva Ottime aspettative anche per il 2022. Bene le ostriche

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OLBIA. Il mare porta ancora buone notizie. Le cozze olbiesi continuano a ritagliarsi un posto d’onore nelle tavole delle case e dei ristoranti. La richiesta, soprattutto nei mesi di giugno, luglio e agosto, è tornata ai livelli pre pandemia. Il Consorzio dei molluschicoltori di Olbia tira le somme e si gode così il successo del prodotto principe del golfo. L’unico problema è stato di carattere generale: le cozze, rispetto agli anni passati, sono infatti cresciute e si sono riempite un pochino meno. È successo in tutto il Mediterraneo, Olbia compresa. In ogni caso le previsioni per il 2022 sono decisamente positive. Il novellame è abbondante e la speranza è quella di tornare ai livelli qualitativi e quantitativi di sempre. E questo mentre il comparto si prepara ora ad affrontare il periodo delle festività natalizie, quando la richiesta di cozze, come da tradizione, tornerà a salire.

Il bilancio. Il settore ha resistito bene agli effetti della pandemia. Le perdite, nel 2020, anno in cui la mitilicoltura ha festeggiato il secolo di vita, sono state inferiori rispetto a quelle subite da altri comparti. Nell’estate 2021, complice il boom di presenze turistiche, i numeri sono poi tornati a crescere. «Tutto sommato abbiamo lavorato bene, la richiesta è stata particolarmente alta, come nei periodi ante Covid – spiega Raffaele Bigi, presidente del Consorzio dei molluschicoltori olbiesi –. C’è stato però un problema di carattere generale. In tutto il Mediterraneo, il prodotto è cresciuto e si è riempito un po’ meno. Difficile sapere il perché. Sappiamo che in altre zone, come nell’Adriatico e in Grecia, il caldo ha causato la moria delle cozze. A Olbia, invece, tutto potrebbe essere dipeso dall’inverno particolarmente siccitoso che abbiamo vissuto. Nel golfo è arrivata meno acqua dolce e quindi anche meno nutrimento. Rispetto ad altre zone del Mediterraneo, qui è andata comunque meglio». Una delle grandi novità dei mesi scorsi è stata rappresentata dalla concessione di nuovi ettari di mare nella zona del Lido del Sole, al di là del faro. Qui, dove le acque sono più fredde se paragonate a quelle del golfo più interno, i mitilicoltori possono mettere in salvo il prodotto nei periodi del caldo torrido. «I nuovi ettari ci hanno già permesso di prevenire ciò che è purtroppo accaduto in passato – prosegue Bigi –. Nel 2022, in ogni caso, potremo sfruttare quelle aree in maniera ancora migliore. Diverse aziende stanno infatti ultimando i loro impianti».

Il futuro. Il prossimo passo, adesso, sono le festività natalizie. «Il 70 per cento del nostro fatturato lo facciamo da maggio a settembre – spiega il presidente del Consorzio –. Però anche a Natale lavoriamo particolarmente bene. Il livello delle vendite sarà sicuramente buono». Poi, ovviamente, ci sarà da pensare alla prossima stagione estiva, con la speranza che il Covid o la natura non riservino altre brutte sorprese: «Incrociamo le dita, ma la presenza di novellame sembra essere molto abbondante, superiore all’anno scorso. Le piogge di questo periodo faranno certamente bene al prodotto». Poi ci sono gli aspetti burocratici. Dopo il rallentamento dell’iter a causa della pandemia, il Consorzio dei molluschicoltori è ormai a un passo dall’ottenere il Marchio collettivo. La speranza è quella di festeggiare nel giro di qualche mese.

Non solo cozze. Olbia è famosa per le sue cozze, ma le 18 cooperative che fanno parte del Consorzio dei molluschicoltori si occupano anche di altre produzioni. Le classificazioni riguardano infatti anche ostriche, bocconi, tartufi, arselle, cannolicchi e lupini. Per quanto riguarda le arselle, servirà presto un piano di ripopolamento. Volano invece le ostriche: il prodotto è ottimo e la domanda del mercato è in costante crescita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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