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Li Gioi: «L’ospedale Paolo Merlo è in agonia»

Li Gioi: «L’ospedale Paolo Merlo è in agonia»

La Maddalena. La denuncia del consigliere regionale del M5s: «La Regione dica cosa intende fare»

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LA MADDALENA. Un’interrogazione urgente per conoscere quali siano i programmi della Regione per l’ospedale della Maddalena sarà presentata dal consigliere regionale del M5s Roberto Li Gioi. Ad annunciare l’iniziativa è lo stesso esponente regionale al termine di un sopralluogo nella struttura ospedaliera che versa in condizioni di abbandono. «Lo smantellamento in atto è palpabile, ed è evidente che il funzionamento di questa macchina sconquassata è garantito esclusivamente dallo spirito di sacrificio e dal grande senso di umanità dei medici che fanno il possibile e l'impossibile per salvare vite umane – dice Li Gioi – Gli esponenti di giunta e maggioranza in consiglio regionale affermano di essersi battuti per l’apertura di un Punto Nascita a La Maddalena, ma oggi, possiamo affermare con certezza che si è trattato di un altro specchietto per le allodole, in quanto questa struttura non può essere nemmeno paragonata ad un ospedale».

Li Gioi racconta nel dettaglio le criticità riscontrate al Paolo Merlo nella visita ispettiva effettuata ieri mattina, e annuncia il deposito di un'interrogazione urgente. «Rispetto all'inizio dell'anno – racconta – la situazione è gravemente peggiorata. Da metà luglio, inoltre, è stato chiuso dalla sera alla mattina il reparto di Medicina che poteva contare su 23 posti letto. Un intero reparto perfettamente funzionante ancora “temporaneamente chiuso”. A preoccupare maggiormente sono le condizioni di inadeguatezza del pronto soccorso, in cui, i medici, soltanto cinque, sono costretti a trasferire i pazienti in pericolo di vita, senza poter agire, per mancanza di anestesisti e di strumentazione adeguata. Si fa sentire la mancanza di un'ambulanza medicalizzata, che potrebbe alleggerire i problemi. Invece i medici possono soltanto chiamare l'elisoccorso, accompagnare i pazienti verso altri ospedali e pregare che arrivino in tempo».

Il consigliere regionale evidenzia poi come gli anestesisti in servizio siano tre, ma soltanto sulla carta, «perché di fatto ad operare in pianta stabile è soltanto uno – riferisce –. Ancora: il laboratorio analisi è privo di tecnici, il macchinario per le analisi di laboratorio è temporaneamente fuori servizio, e se prima vi si potevano effettuare 80 tipi di analisi, ora soltanto 18. Come se non bastasse, chi lavora nel laboratorio deve tollerare allagamenti all'ordine del giorno, poiché l'acqua affiora dal pavimento con i forti temporali del periodo invernale». L’elenco delle carenze continua: «Manca un mammografo, manca la Tac, che, vecchia di 14 anni, non può essere utilizzata, ma mancano persino il toner e la carta. Per questo – conclude il consigliere – chiedo al presidente Solinas e all'assessore alla Sanità Nieddu di comunicare quali siano le loro intenzioni in merito al futuro di questo ospedale. Non possiamo tollerare che queste condizioni di lenta agonia proseguano. Qui i medici non solo non hanno certezza del domani, ma neanche dell'oggi».



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