La Nuova Sardegna

Olbia

Rivive la casa dell’aviazione Nizzi: diventerà un museo

di Dario Budroni
Rivive la casa dell’aviazione Nizzi: diventerà un museo

La struttura abbandonata da decenni era collegata al campo di volo Fausto Noce Il Comune ora vuole esporre i cimeli e ricostruire la storia aeronautica della città

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OLBIA. La casa dell’aviazione sembra in realtà una casa degli spiriti. Le stanze sono buie e il vento fa ondeggiare i rami e le foglie degli enormi eucalipti che crescono attorno. Ma il tempo dell’abbandono sta comunque per finire. Il Comune ha deciso: la struttura sarà risistemata e là dentro sarà presto realizzato un museo dell’aviazione. La conferma arriva dal sindaco Settimo Nizzi: «Faremo un museo che racconterà la storia tipica di quei tempi». Il riferimento è a quando tutto, da queste parti, era diverso. E cioè a quando l’attuale parco Fausto Noce era un primitivo campo da volo e la vicina insenatura di Porto Romano ospitava invece un idroscalo. Un modo per recuperare una storica struttura della città, degradata e abbandonata fin dai tempi della guerra, e allo stesso tempo rendere il giusto omaggio a un passato ancora poco conosciuto dagli olbiesi, se non dagli appassionati di storia.

Il museo. La vecchia casa dell’aviazione si trova in via Petta, alle spalle della sede della Croce bianca. Dagli anni Venti agli anni Quaranta ospitò uffici, gli alloggi del direttore e forse anche una piccola stazione meteo. Tutto era naturalmente collegato al polveroso campo di volo intitolato a Fausto Noce – giovane aviatore sardo morto in un incidente aereo nel 1920 – che si estendeva nella stessa area oggi occupata dall’omonimo parco cittadino. «La struttura è del Comune – spiega il sindaco Nizzi –. E l’idea è quella di realizzare un museo dell’aviazione. Olbia vanta una importante storia anche da questo punto di vista. Potremmo esporre diversi cimeli. Ci lavoreremo nel corso del prossimo anno. Siamo anche in contatto con i parenti di chi un tempo viveva nella casa».

I parenti. Nel mese di settembre Settimo Nizzi aveva infatti incontrato Patrizia Moretti, mantovana, la nipote dell’ultimo direttore del capo di volo olbiese, Achille Sbarbada. Insieme al marito Mauro Bulgarelli, Patrizia Moretti, che d’estate passa le sue vacanze in Gallura, ogni tanto fa tappa davanti al rudere di via Petta, con la speranza che la struttura venga in qualche modo recuperata. «Noi siamo a disposizione, ci piacerebbe dare il nostro contributo anche insieme agli appassionati di storia e aeronautica» aveva detto Patrizia Moretti. Un luogo del cuore, per lei. Il nonno Achille Sbarbada, aviere scelto e pluridecorato, abitò infatti nella casa dell’aviazione dal 1939 al 1943. Portò con sé anche la moglie Amelia Zuccoli e i figli Giuseppe e Maurizio. Maria Rosa, la mamma di Patrizia Moretti, nacque invece proprio qui, a Olbia.

Il passato. La città vanta una lunga storia legata al mondo dell’aeronautica. Il campo di volo Fausto Noce fu inaugurato nel 1921, esattamente un secolo fa. Rimase attivo fino alla seconda guerra mondiale. Poco più in là, sul mare, si trovava poi l’idroscalo Anfossi, anche questo dismesso negli anni Quaranta dopo il bombardamento della città. In aperta campagna c’era invece l’aeroporto di Venafiorita, utilizzato durante la guerra e poi riattivato negli anni Sessanta dall’Aga Khan per far volare gli aerei della neonata compagnia Alisarda, poi diventata Meridiana e infine Air Italy, oggi scomparsa insieme a centinaia di posti di lavoro. L’attuale aeroporto Costa Smeralda, oggi uno degli scali più importanti d’Italia, venne invece inaugurato negli anni Settanta. Una lunga storia, insomma, che potrà essere raccontata anche tra le stanze di un museo. Un’idea che negli anni era stata avanzata anche da altri appassionati, come il comandante di Alitalia in pensione Nico Mu.

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