«Ospedale scatola vuota o si rilancia o si chiude»

La provocazione dei medici del Paolo Dettori di Tempio: così non si va avanti Chiarelli (Cgil) parla a nome dei colleghi: l’impegno degli operatori non basta

TEMPIO. Oltre al disagio dei pazienti, cresce sempre di più anche quello degli operatori dell’ospedale “Paolo Dettori”, stanchi delle continue e crescenti difficoltà a cui viene sottoposta giornalmente la loro professione. «Stanchi – scrive in una lettera indirizzata alla stampa da Giorgio Chiarelli, della Cgil Medici, che parla a nome di molti suoi colleghi – di sopperire da troppo tempo alla carenza di organici, e demoralizzati per il totale distacco della politica dalla realtà lavorativa sanitaria, dimostratasi incapace di dare un’adeguata assistenza sanitaria alle esigenze della popolazione della Gallura»”.

Parole che evidenziano la forte delusione degli operatori della sanità gallurese e, nella fattispecie, di quelli che lavorano nella struttura ospedaliera tempiese. Nella lettera dicono di voler «alzare la voce solidali con i colleghi di tutti gli ospedali e territori della Sardegna che si trovano nelle stesse difficoltà». La lettera raccoglie lo stato d’animo di tanti medici del Paolo Dettori, stremati dalle incertezze del presente e più che perplessi di fronte ai tempi lunghi di soluzioni e decisioni promesse e mai mantenute. Uno stato di cose che ha come effetto la paralisi di diversi servizi e che pare allungarsi come un’ombra minacciosa su quelli ancora attivi grazie all’impegno di chi ci lavora dentro. «Da troppo tempo – si legge nella nota dei medici tempiesi – non riusciamo a lavorare con serenità e a mettere a disposizione della gente le nostre competenze. Ci sentiamo frustrati e mortificati nello svolgimento della nostra professione». Ecco, allora, l’ennesimo, e forse ultimo, appello lanciato alla classe politica: «Ci rivolgiamo a tutti i politici chiedendo, al di là delle pubbliche promesse, di mettere in pratica le loro decisioni programmatiche, per poter lavorare in sicurezza per il paziente e per dare risposte al territorio. Oppure che abbiano il coraggio di chiudere l’ospedale, visto che qualcosa di simile alla sua chiusura è già in essere». La posizione dei medici dell'ospedale di Tempio sopravanza così anche le posizioni più dure assunte dai politici sardi in merito alla vertenza dello stato della sanità nell'isola. In città se ne è discusso anche nell'ultimo consiglio comunale. Nicola Tondini, esponente di Tempio cambia, aveva suggerito al sindaco di consultare chi, come i medici dell'ospedale, conosce bene la situazione. Nicola Comerci, referente in Consiglio dello stesso raggruppamento politico, aveva dato un'altra indicazione: rompere gli indugi e convocare direttamente a Tempio il governatore Solinas.

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