«Delibera poco chiara», è scontro in Consiglio

L’attacco delle opposizioni di Calangianus su un provvedimento prima approvato e poi ritirato

CALANGIANUS. Sull’iter di alcune delibere che riguardano una lottizzazione (comparto C3.4), nella parte bassa del paese, inizio via Lattalga, i gruppi di minoranza denunciano «il solito teatrino che questa amministrazione, la peggiore degli ultimi 40 anni, ha messo in opera in occasione dell’ultimo consiglio comunale». In una nota vengono chiamati in causa un assessore e un consigliere ma non si fanno i loro nomi.

Per l’opposizione «l’amministrazione è stata costretta ad annullare la delibera n. 13 del 17 maggio scorso sulla variante a un piano di lottizzazione approvato nel 2006 con stralcio funzionale di alcune proprietà poco prima che questo divenisse esecutivo».

Il motivo? Due documenti che le opposizioni hanno letto riguardanti informazioni «quantomeno imbarazzanti e di una gravità inaudita». La nota segnala che il capo dell’ ufficio tecnico, presente in aula, «sollecitato per sapere se ci fosse corrispondenza tra i fatti denunciati dalle due segnalazioni e gli atti procedurali in esame, non ha risposto».

Ma cosa c’era di poco chiaro? Innanzitutto che un consigliere «in evidente conflitto dì interesse, chiedeva di annullare la delibera del 17 maggio per evitare il concorso in un atto firmato dai suoi stessi parenti». E poi c’è qualcosa da dire anche all’assessore progettista, incolpato dalle minoranze di «aver agito con scorrettezza nei confronti di un altro collega»’ e il cui progetto risultava «sconveniente per la pubblica amministrazione sottraendo volumetria agli eventuali interventi negli standard comunali».

Nel mirino anche l’ ufficio tecnico accusato di «distrazione nel doveroso esame della documentazione» e l’ organo consiliare «ove erano presenti consiglieri affini alla proprietà e ai quali non era stato proposto l’allontanamento dall’ aula per incompatibilità».

Infine si contesta di « aver votato una delibera che dispone un nuovo assetto urbanistico ritenendo in vigore la lottizzazione scaduta» e si precisa che «tutto è stato fatto all’ insaputa dì alcuni proprietari».

In sostanza le minoranze dicono che «la delibera in oggetto, votata anche dal consigliere in conflitto dì interesse (per sua stessa ammissione) è stata veicolata come stralcio funzionale di una lottizzazione in variante non più efficace perché scaduta. Non solo. La nuova suddivisione dei lotti e degli standard pubblici, con la variante proposta, avrebbe favorito alcuni a discapito dell’interesse pubblico. Al Comune viene proposto uno standard in area vincolata e sul quale lo stesso non può edificare». I consiglieri dell’ opposizione, «vista la gravità dei fatti denunciati», hanno abbandonato l’ aula invitando l’ amministrazione a sospendere lì l’argomento in discussione e inviare tutto al Prefetto. Le minoranze chiederanno l’annullamento anche dì quest’ ultima delibera e suggeriscono agli amministratori di inviare tutto il fascicolo agli organi istituzionali competenti.

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